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Gli Exchange Traded Funds come strumenti di gestione del risparmio

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3 scambiabili in Borsa, i prodotti strutturati non sono quotati e spesso possono essere comprati e ven- duti solo tramite l’emittente. Gli ETF, poi, sono caratterizzati da un alto livello di trasparenza, in particolar modo quelli europei, soggetti alle direttive UCITS 1 che specificano chiaramente quali ti- pologie di costi sono incluse nel calcolo del Total Expense Ratio, una misura dei costi totali di un ETF. Gli emittenti degli ETF, inoltre, sono tenuti a indicare nel prospetto informativo in quali asset possono investire e il livello di diversificazione minimo che devono ottenere. Viceversa, in molti casi i prodotti strutturati presentano carenze informative. L’insieme di questi fattori può spiegare le diverse risposte degli investitori alla crisi seguente al fal- limento di Lehman Brothers nel 2008: da una parte la crescita dell’industria degli ETP, dall’altra la crisi del mercato degli strutturati 2 . Nel 2011, però, il clima di sfiducia nei confronti dei derivati e, piø in generale, dei mercati finanzia- ri, ha avuto ripercussioni anche sugli ETF sintetici, facendo segnare un livello di flussi in uscita dai fondi superiore rispetto a quello dei flussi in entrata. Le cause di questo stop sono da ricercare nell’accresciuta prudenza degli investitori che, spinti dalla crisi, sono diventati piø consapevoli del rischio di default della controparte nei contratti swap, su cui si basano gli ETF sintetici, ma anche nelle polemiche sollevate dai media e nelle crescenti preoccupazioni dei regolatori, con l’European Securities and Markets Authority (ESMA) in primo piano 3 . I dati forniti da Morningstar Direct sembrano comunque mostrare che tale inversione di tendenza sia stata soltanto temporanea, poichØ nel primo trimestre del 2012 i flussi di ETF sintetici sono tornati in positivo. La tesi è suddivisa in quattro capitoli: - il primo riguarda i fondi comuni di investimento in generale: cosa sono, come funzionano e quali sono i principali costi; viene inoltre accennato il tema del confronto fra gestione attiva e gestione passiva; - il secondo tratta della nascita e dell’evoluzione degli ETF nel mondo, con un occhio di riguardo al caso italiano; - nel terzo vengono esposti i principi base del funzionamento degli ETF e le loro caratteristiche principali in termini di costi e fiscalità; il capitolo è suddiviso in due sottocapitoli, il primo sugli ETF a replica fisica, il secondo su quelli a replica sintetica; - nel quarto vengono proposti alcuni criteri di scelta degli ETF e alcune possibili strategie di inve- stimento da adottare per sfruttare al meglio le potenzialità di questi strumenti. 1 Undertaking for the Collective Investments in Trasferable Securities, una serie di norme emanate dall’Unione Europea con lo scopo di definire le forme di investimento collettivo autorizzate ad operare liberamente nella UE 2 Chris Flood, “ETFs gain as structured products flounder”, Financial Times, 11 maggio 2012 3 Elaine Moore, “Regulators worried about “synthetic” ETFs”, Financial Times, 14 ottobre 2011
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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Chiarello
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Luca Erzegovesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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etf sintetici

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