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Gli Exchange Traded Funds come strumenti di gestione del risparmio

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8 - flessibili, che non hanno alcun vincolo sull'asset allocation di base e non condividono pertanto al- cuno specifico fattore di rischio. La terza e ultima distinzione riguarda gli stili di gestione. Si possono distinguere fondi a gestione attiva e fondi a gestione passiva. Esiste anche una terza categoria di fondi, gli hedge funds, che a- dotta strategie di gestione flessibili e presenta una grande eterogeneità al suo interno. Gli unici ele- menti comuni a tutti gli hedge funds sono il ricorso alla leva finanziaria, attraverso la vendita allo scoperto e l’uso di strumenti derivati, e un profilo di rischio/rendimento molto elevato; la presenza di questi fattori ha portato il legislatore italiano alla decisione di imporre un importo minimo di sot- toscrizione delle quote pari a 500.000 euro 10 . I fondi a gestione attiva sfruttano le inefficienze presenti nel mercato, cercando di ottenere rendi- menti superiori a quelli di mercato. Quelli a gestione passiva, invece, hanno lo scopo di replicare il rendimento di un indice di mercato, mantenendo la stessa composizione di portafoglio per lunghi periodi di tempo, in modo da contene- re, per quanto possibile, i costi di gestione. I fondi indicizzati, o index funds, sono fondi a gestione passiva con lo scopo di replicare perfetta- mente il rendimento di un indice di riferimento. All'interno di questa categoria rientrano a pieno ti- tolo anche gli ETF. La gestione passiva si basa su un'assunzione di base: il mercato è efficiente, non ci sono possibilità di arbitraggio, e pertanto l'unico fattore determinante del rendimento conseguito dal fondo è la secu- rities selection iniziale, la fase di scelta dei titoli su cui investire. Secondo questa ipotesi, infatti, non è possibile ottenere una performance migliore modificando, in base all'andamento del mercato, la composizione del portafoglio, come nella gestione attiva. Una delle differenze principali tra i due stili di gestione è in termini di costi: un fondo attivo, infatti, incorre in maggiori costi di ricerca e analisi, nel tentativo di selezionare i titoli migliori, e per questo il suo costo complessivo, in termini di commissioni di gestione, è piø elevato di quello di un fondo passivo o di un ETF, la cui strategia di investimento è piø semplice: il TER medio degli ETF azio- nari europei è dello 0,37%, mentre per un fondo attivo è dell'1,75% 11 . In teoria, ai maggiori costi dovrebbero corrispondere performance migliori di quelle del mercato: il fondo cioè dovrebbe essere in grado, attraverso la gestione, di battere il mercato. I dati della tabella della pagina seguente, però, sembrano mostrare una realtà diversa. 10 D. 24 Maggio 1999, art. 16, comma 3 11 B. Johnson, I costi bassi sono piø smart, 24/05/10, http://www.morningstar.it/it/412/articles/89292/I-costi-bassi-sono- piø-smart.aspx
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Gli Exchange Traded Funds come strumenti di gestione del risparmio

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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Chiarello
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Luca Erzegovesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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Parole chiave

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in kind creation redemption
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