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Ambiente, eccentricità e nuovi spazi antropologici

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12 la domanda sull'uomo, una domanda che resta “aperta” e non si preclude nessuna risposta; essa può liberarci dalle ideologie e dalla loro volontà di definire in maniera conclusiva l'uomo. Non bisogna pretendere di fornire una soluzione teoretica finale al problema dell'uomo, ma bisogna essere coscienti prima di tutto di questa sua enigmaticità. L'uomo appare come homo abscondi- tus, intangibile, inoggettivabile 15 , per la sua stessa essenza rimane fuori dall'oggettivazione scientifica, per cui ogni tentativo di conoscenza deve riconoscere le possibilità stesse della natura umana per non cancellare “il respiro del suo oggetto”, ovvero, la dignità umana. La filosofia, se- condo Plessner, non va considerata come un sistema chiuso che pretende e avanza di dare rispo- ste conclusive sulla realtà. L'orizzonte della filosofia è sempre aperto ed è per questo che Ples- sner rileva l'importanza del primato del filosofare come ideale 16 , per cui le sue espressioni hanno, non un valore “teoretico – concludente”, ma un valore “espositivo – dischiudente” 17 . Fonte prin- cipale di malintesi è stato sotto questo punto di vista il dualismo cartesiano che ha amplificato la rottura tra res cogitans e res extensa, ovvero, tra realtà psichica e realtà fisica 18 . L'opera del 1928 anche il lato pratico dell'uomo, occupandosi del suo essere e ugualmente del suo dover essere, essendo egli sempre allo stesso tempo destino e libertà, natura e storia» (O. TOLONE, Homo absconditus. L'antropologia filosofica di Helmuth Plessner, ESI, Napoli 2000 p. 28). 15 Ivi p. 32. 16 Cfr. S. GIAMMUSSO, Potere e comprendere. La questione dell'esperienza storica e l'opera di Helmuth Plessner, Guerini e Associati, Milano 1995 pp. 57-58. 17 A proposito del concetto di posizionalità eccentrica Marco Russo si trova in contrapposizione con la tesi J. Fischer esposta nel saggio Exzentrische Positionalität. Plessners Grundkategorie der philosophischen Anthropologie, in «Deutsche Zeitsschrift für Philosophie», 2, 2000, pp.265-288. Afferma Russo: «la figura della posizionalità eccentrica dell'uomo cui essa approda rischia di trasformarsi in una formula magica, in un modello interpretativo onnivalente, buono a ogni uso esplicativo grazie alla sua efficacia intuitiva. Direi che, al di là dell'interna coerenza dei Gradi, la po- sizionalità eccentrica è o dovrebbe essere una metacategoria: non spiega l'uomo direttamente e in ogni suo aspetto, ma spiega come spiegare, come approcciare secondo strategie differenziate i vari aspetti dell'umano. Giocando su posizio- namento e spiazzamento, collocazione, dislocazione e illocalizzabilità, essa è un'immagine contro la fissazione di im- magini risolutive e riassuntive dell'uomo». In nota specifica: «...Trovo dunque a maggior ragione necessario ribadire che senza l'elemento contrastivo e connotante della Verkörperung, l'eccentricità diventa un passepartout, una formula universale del tipo "siccome l'uomo è eccentrico ne consegue che...". Ma allora sapremo tutto su tutto in anticipo. Perciò preferisco intendere l'eccentricità come un'idea regolativa, un'indicazione di metodo per analizzare i fenomeni umani, che, del resto, come dice Plessner, sono una parte e non il tutto e proprio per questo risulta eccentrica! L'eccentricità, insomma, va giocata e fatta valere interrogativamente, non applicata come modello esplicativo» (A. BORSARI, M. RUSSO (a cura di), Helmuth Plessner. Corporeità, natura e storia nell'antropologia filosofica, Rubbettino, Soveria Mannelli 2005 p. 34). 18 A proposito Vallori Rasini ci aiuta a comprendere la tesi di Plessner e suoi concetti chiave: «il corpo umano non è un involucro; non è il contenitore di un'anima che per suo tramite si esprime. Anima e corpo sono tutt'uno, aspetti di un en- te in cui anzi l'essere del corpo dà forma all'anima. In qualche modo, il corpo fa l'essenza dell'uomo; e lo stesso vale per gli altri organismi. Corpo, in relazione al vivente, non è sinonimo di fisico[...] La relazione del vivente con il proprio corpo - secondo quanto si legge nelle Stufen - è indice del grado di sviluppo dell'organismo, cioè del livello di organiz- zazione essenziale da esso raggiunto. L'essere del corpo - la sua modalità di realizzazione - è pertanto il segnale piø e- splicito dell'appartenenza ontica del vivente a un determinato regno della natura. Definita modalità posizionale, la for-
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Ambiente, eccentricità e nuovi spazi antropologici

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Varrella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: marco Russo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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