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Memorie garibaldine nel Biellese. Cronache, testimonianze e celebrazioni nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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6 neoborbonico o duosiciliano - di cui sono pieni i siti web, ma non altrettanto le biblioteche - mi è venuto naturale orientarmi verso uno dei suoi protagonisti principali, Giuseppe Garibaldi. La cifra del Risorgimento, spogliata da ogni retorica, resta, come si evince dal passo citato, quella del fallimento, della delusione, della sconfitta. Nosontante ciò, come ben ha evidenziato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 17 marzo 2011 a Montecitorio nella seduta comune del Parlamento, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’ideale repubblicano e democratico, fortemente propugnato da Garibaldi e dagli “idealisti disciplinati” che lo seguirono, ha infine prevalso, sebbene con un secolo di ritardo. Siamo dovuti passare attraverso due guerre mondiali e un ventennio di dittatura, per realizzare (anche se in forma approssimativa, verrebbe da dire alla garibaldina, o meglio all’italiana) «le idee che ancora credo giuste». Durante la stesura del testo ho sempre avuto in mente l’idea di coniugare la “piccola” storia locale con quella nazionale, allo scopo di dimostrare l’importanza del contributo di una confinata realtà di provincia, come quella del Biellese nell’Ottocento, nel processo di unificazione italiano. Ho scelto il punto di vista garibaldino sia per affinità ideali col personaggio, sia perché, tra i protagonisti del Risorgimento che in qualche modo hanno avuto a che fare con Biella, è stato quello localmente studiato di meno. La bibliografia di personalità-chiave, quali Quintino Sella e Alfonso La Marmora, è molto ampia, e ha solleticato la curiosità di più generazioni di storici e studiosi, biellesi e no. Anche altre figure locali, a torto considerate minori, sono state recuperate e messe in evidenza nel corso degli anni, per culminare nel volume Il Biellese nell’epopea del Risorgimento, edito nel 1961 per il centenario dell’Unità. Dei garibaldini biellesi e delle memorie che Garibaldi ha lasciato nel territorio, si è invece parlato poco. Le prime testimonianze ufficiali del passaggio di Garibaldi in città sono coeve. Il garibaldino Francesco Carrano diede alle stampe, già nel 1860, un volume sui Cacciatori delle Alpi che costituisce ancora oggi la fonte primaria di tutti i racconti ripresi dai molti biografi e commentatori successivi. Un’altra testimonianza di “prima mano” è quella di Luigi Guelpa, avvocato mazziniano, difensore degli operai biellesi durante gli scioperi di fine secolo, che assistette all’arrivo
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Memorie garibaldine nel Biellese. Cronache, testimonianze e celebrazioni nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Pozzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Daniela Adorni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 297

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Parole chiave

risorgimento
biella
unità d'italia
garibaldi
celebrazioni
biellese
cacciatori delle alpi
150°

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