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Memorie garibaldine nel Biellese. Cronache, testimonianze e celebrazioni nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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10 Un paragrafo è dedicato agli austriaci - sempre con un occhio attento alla condizione dei soldati - che invasero Biella per un giorno, l’8 maggio 1859, provenienti da Vercelli, chiedendo preoccupati notizie dell’imminente arrivo di “Caripalta”. Ho riservato il paragrafo conclusivo del terzo capitolo agli avvenimenti relativi alla permanenza di Garibaldi a Biella, a fine maggio 1859. Garibaldi entrò in città, proveniente da San Germano, con circa 3500 soldati, in treno. La ferrovia Biella- Santhià era stata inaugurata solo tre anni prima. Dopo aver collocato due compagnie sulle sponde del torrente Cervo, accolto dalla folla festante, l’eroe contattò subito le più importanti autorità cittadine, il sindaco e il vescovo. Spese un pomeriggio intiero per visitare la casa natale di Pietro Micca, nell’alta valle del Cervo, scrisse due proclami (ai biellesi e ai lombardi), prese contatti con i notabili più in vista, tra cui molti industriali, e ripartì in direzione di Gattinara, per passare il fiume Sesia nei pressi di Romagnano. Fu una visita breve, ma lasciò un’impronta indelebile nei cuori dei biellesi. Il quarto capitolo è dedicato ai garibaldini, alle persone in carne e ossa che seguirono Garibaldi e che in qualche modo ebbero un rapporto con la città di Biella e il suo circondario. Di alcuni di loro ho fornito brevi notizie biografiche, servendomi soprattutto dell’importante lavoro di schedatura fatto dall’Archivio di Stato di Torino nell’ambito del progetto Alla ricerca dei Garibaldini scomparsi. Tramite poi informazioni provenienti dall’ambito locale, tratte da articoli, pubblicazioni d’epoca e recenti, ricerche d’archivio e di campagna, effettuate su lapidi e monumenti sparsi per il territorio, sono riuscito a compilare un elenco - di sicuro incompleto - che comprende 112 nominativi. Un risultato che smentisce la tesi di una scarsa adesione al movimento garibaldino da parte della popolazione biellese, sostenuta da molti autori, specie nel periodo fascista. Nel 1861 Biella ospitò la divisione “Medici”, reduce dalla battaglia del Volturno, composta da circa 850 soldati, tra ufficiali e bassa forza. Nel paragrafi 4.2 e 4.3 sono riportate le vicende che portarono all’acquisto del convento di San Sebastiano per farne una caserma che potesse ospitare anche i garibaldini. Completano il racconto vari episodi, tratti dalle biografie di alcuni di loro, che contribuirono a “vivacizzare” la tranquilla vita cittadina, improvvisamente sconvolta dalla presenza di tanti soldati provenienti dall’ormai disciolto Esercito Meridionale.
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Memorie garibaldine nel Biellese. Cronache, testimonianze e celebrazioni nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Pozzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Daniela Adorni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 297

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Parole chiave

risorgimento
biella
unità d'italia
garibaldi
celebrazioni
biellese
cacciatori delle alpi
150°

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