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Cassa di Risparmio di Ravenna, edificio emblematico della cultura unificatrice dell’Italia di fine Ottocento: studio diagnostico dei prospetti

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12 1.2 La cassa di risparmio di Ravenna 1.2.1 Origini Nella Ravenna pre e post unitaria non sembrava esserci nulla che potesse condurre verso la modernità civile ed il progresso economico; le novità più interessanti, all’interno dello Stato Pontificio, sono costituite dalla nascita della Cassa di Risparmio e dall’esperienza della Banca delle 4 legazioni di Bologna. Perciò il movimento venne afferrato con lo slancio positivo riservato all’unica novità di natura economico-sociale che sembrava in grado di smuovere la situazione di stallo esistente, nella speranza di un miglioramento dell’apparato creditizio del tutto debole in città. La diffusione delle Casse di Risparmio registra il culmine negli anni 30 e 40 del Novecento e i loro compiti sono inizialmente la tutela del piccolo risparmio e la beneficienza 9 . Anche i ravennati dunque vollero tentare l’impresa usando le stesse argomentazioni divulgative e le già sperimentate modalità organizzative delle altre città. Nel luglio del 1838 usciva così in città un opuscolo di 13 paginette dal titolo Sulla istituzione della Cassa di Risparmio in Ravenna. Brevi cenni degli effetti vantaggiosi che per essa derivano alla società, a firma di Giulio Baccarini; questo era tutto focalizzato sull’utilità delle Casse come sostegno in periodi imprevisti di difficoltà per i ceti meno fortunati e sulla necessità del risparmio quale strumento per ottenere ricchezza 10 . In seguito alla notevole diffusione dell’opuscolo, questa benefica istituzione, ebbe per promotori i signori Giulio Rasponi, Carlo Arrigoni, Gianbattista Godronchi Ceccoli e Ippolito Rasponi, i quali riuscirono ad istituire una cassa di risparmio per opera di una Società Anonima Commerciale composta di sottoscrittori di 100 azioni, formanti un fondo sociale di scudi 2.000, pari a L. 10.640; si tenga presente come la circolare per la sottoscrizione delle azioni della costituenda Cassa fu indirizzata ai cittadini più illustri per censo e come questa abbia rappresentato il primo atto dell’iniziativa dalla quale, nel 1840, doveva sorgere la Cassa di Risparmio di Ravenna. Nell’agosto del 1839 i quattro promotori poterono rivolgersi al Legato, cardinale Amat, (che rappresentava il Governo Pontificio a Ravenna) per ottenere l’avvio delle procedure di approvazione da parte del governo pontificio. A fine anno giunse 9 ivi, pp. 135-136. 10 VARNI A., GIOVANNINI C., La storia della Cassa di Risparmio di Ravenna, Laterza editore, 2000, pp. 10.
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Cassa di Risparmio di Ravenna, edificio emblematico della cultura unificatrice dell’Italia di fine Ottocento: studio diagnostico dei prospetti

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Informazioni tesi

  Autore: Marta Damiani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e Tecnologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali
  Relatore: Giuseppe Maria Bargossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 243

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