Cannibalismo e sacrifici umani: quando l'uomo diventa "buono da mangiare"

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67    CAPITOLO 4 Sacrifici 4.1 Introduzione Strettamente connesso all’atto cannibalico è il sacrificio, in particolare quello umano. Generalmente con tale termine si indicano riti diversi per le modalità di svolgimento, variabili in relazione alla diversità dei contesti umani, delle mitologie e delle teologie, ma con un fine comune: l’offerta di qualche cosa, oggetto o essere vivente, a un essere extraumano. 78 Sacrificio deriva dal latino sacrificium “rendere sacro”e indica quel particolare gesto rituale grazie al quale beni di natura diversa vengono strappati dalla quotidianità, da una condizione profana e consegnati alla sfera del sacro. 79 «In senso stretto, il sacrificio rientra nella categoria del rito» definibile come «una sequenza di gesti e di azioni regolati nel loro ordine e successione, ripetuti periodicamente […] che riveste un carattere sacro o                                                               78 In un discorso di carattere generale indichiamo con l’espressione essere extraumano qualunque entità a cui vengano attribuiti poteri extranaturali. 79 Durkeim, nelle Forme elementari della vita religiosa (1912) concepisce la dicotomia sacro/profano come una categoria che struttura il modo in cui i singoli e i gruppi concepiscono la realtà. Il sacro costituisce il tratto qualificante del fenomeno religioso, ciò che viene tenuto separato, mediante una serie di attributi rituali simbolici, dal profano o quotidiano.

Anteprima della Tesi di Antonella Modica

Anteprima della tesi: Cannibalismo e sacrifici umani: quando l'uomo diventa "buono da mangiare", Pagina 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonella Modica Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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