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Il nuovo regime di adempimento collaborativo

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14 parte del Fisco, perché garantisce che solo l’imposizione normativa può essere causa della corresponsione di un tributo. È solo lo Stato, quindi, che attraverso il suo organo legislativo, può imporre una prestazione personale o patrimoniale al contribuente, che deve essere imposta nel rispetto dei principi di uguaglianza ed equità. È molto importante sottolineare come questa norma costituzionale rappresenti una duplice garanzia; da un lato, l’Amministrazione Finanziaria è giuridicamente legittimata alla riscossione del tributo, dall’altro lato, il contribuente non può mettere in discussione la pretesa se non sulla base di una eventuale illegittimità della norma impositiva. Solo un’irregolarità nella formulazione della norma, infatti, può condurre all’invalidità giuridica della pretesa tributaria. Il secondo caposaldo costituzionale, nell’ottica del rapporto collaborativo tra Fisco e Contribuente, è l’art. 53 della Costituzione, che sancisce il principio della capacità contributiva e costruisce il sistema tributario italiano sulla base della progressività. L’articolo dispone infatti che: “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” 1 . Da esso si desume che le prestazioni tributarie devono gravare in modo uniforme su soggetti che manifestano la stessa capacità contributiva e in modo differente, secondo il criterio della progressività, sui soggetti che hanno manifestazioni di ricchezza differenti. La ratio di questa legge si sostanzia nel fatto che il dovere di concorrere a sostenere la spesa statale sia espressione di un generale dovere di solidarietà, principio fondamentale richiamato dall’art. 2 della Costituzione, cioè dell’obbligo di contribuire ad assicurare uguaglianza e a creare un sistema in grado di prevedere servizi per tutti, anche per i soggetti meno abbienti. La capacità contributiva, quindi, si allinea alle disposizioni di cui agli art. 2 e 3 della Costituzione, le quali 1 Oltre al generale principio della capacità contributiva, il legislatore ha stabilito che il sistema fiscale deve basarsi su un meccanismo di proporzionalità, il quale implica che ciascuno sia chiamato a concorrere alla spesa pubblica in base alle proprie risorse, in modo che chi ha meno versi meno e chi ha di più versi di più (in maniera, appunto, proporzionale). In realtà, esso è suscettibile di trovare piena attuazione solo in relazione alle imposte c.d. dirette, che, cioè, colpiscono le forme immediate di produzione di reddito (ad esempio l'IRPEF), ma non in ordine a quelle indirette (come l'IVA) che, gravando sui beni, finiscono per pesare indistintamente su tutti (salvo correttivi come imporre un'IVA più bassa su certi beni).
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Il nuovo regime di adempimento collaborativo

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Sacerdoti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Amministrazione finanza e controllo
  Relatore: Antonio Viotto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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