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Rai, dal regio decreto alla rivoluzione del sistema televisivo

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2 servizio pubblico, in particolare nel terzo capitolo, sui servizi televisivi pubblici e non dei maggiori paesi europei, allo scopo di capire come si muovono in questo ambito. L’analisi porterà in evidenza le diverse situazioni esistenti nel territorio dell’Unione europea, ove sono riscontrabili situazioni sicuramente diverse rispetto l’Italia; paesi in cui non è previsto il pagamento del canone, altri che dedicano i proventi ricavati da questo tributo ad un unico canale, totalmente senza pubblicità. Oltre all’Europa, uno sguardo sarà rivolto anche “oltre Oceano” per analizzare la situazione statunitense, dove tutte le emittenti sono considerate commerciali e non è presente il servizio pubblico. Siamo in un momento di grandi cambiamenti, politici, economici e tecnologici, soprattutto nei modi di fruizione dell’offerta. Il quadro generale, di cui si approfondiranno alcune peculiarità, avverte sempre più il bisogno di una naturale trasformazione della convenzione, in modo da aderire in maniera pregnante alle evoluzioni dei tempi. La convenzione oggi in vigore è stata stabilita dal D.P.R. del 28 marzo 1994. Risulta subito chiaro che il contenuto della stessa non possa rispondere in maniera efficace all’evoluzione tecnologica. Anche le leggi a cui fa oggi rifermento il servizio televisivo sono state emanate tra il 2004 e il 2005, in un momento storico e politico completamente differente da oggi e con delle logiche ad esse sottese oggi poco compatibili con il nuovo tessuto della società. Avere a riferimento delle norme così datate non permette all’azienda di poter sviluppare le potenzialità di cui è dotata. Oltre a ciò, la Rai deve sostenere il peso dell’evasione fiscale relativo al mancato pagamento del canone, non considerata una “tassa” da molti italiani. In questo elaborato si cerca di trovare un modo che permetta il recupero dei canoni non pagati, cercando così di fermare l’evasione fiscale e creare un costante flusso di cassa capace di garantire il sostentamento economico necessario alla stabile programmazione dell’attività aziendale. Si darà conto di diverse riflessioni pubbliche, dentro e fuori le aule Parlamentari, avviate di recente sulle modalità più idonee ad orientare una giusta riforma del servizio pubblico. Sia maggioranza che opposizione concordano sul dato di fatto che siano necessari incisivi cambiamenti, cosa che peraltro l’azienda è stata già chiamata ad intraprendere (nello specifico, con il decreto Irpef emesso in aprile dal neonato governo di Matteo Renzi). Lo stesso provvedimento, pur non obbligando la Rai a questa misura, ha però di fatto portato alla vendita e il collocamento in borsa di Ray
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Rai, dal regio decreto alla rivoluzione del sistema televisivo

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Informazioni tesi

  Autore: Catena Maria Luisa Iannì
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione Media e Pubblicità
  Relatore: Giuseppe Feyles
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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Parole chiave

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sistema televisivo
storia della tv pubblica italiana
radio televisione italiana
regolamentazione e governance rai
regio decreto
la tv pubblica europea
il caso di ard: come si muove la germania
reggio decreto n.1067/1923
il caso bbc: nessuna pubblicità in presenza di can

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