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I Piani Individuali di Risparmio (PIR) : profili normativi, operativi e finanziari

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9 di legge è ravvisabile uno sfavore del legislatore verso la pianificazione del frazionamento della partecipazione tra i componenti della famiglia al mero scopo di risparmio fiscale. La Legge di Bilancio al comma n.101 individua le modalità di costituzione di un Piano Individuale di Risparmio. Il piano di risparmio a lungo termine si può costituire con l’apertura di un rapporto di custodia o di amministrazione, un contratto di gestione di portafoglio o altro stabile rapporto con esercizio dell’opzione per l’applicazione del regime del risparmio amministrato di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n.461. È altresì possibile costituire un Piano Individuale di Risparmio stipulando un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione avvalendosi di intermediari abilitati o imprese di assicurazione residenti nel territorio dello Stato, ovvero non residenti ma operanti nel territorio dello Stato tramite stabile organizzazione o in regime di libera prestazione di servizi con nomina di un rappresentante fiscale in Italia scelto tra i predetti soggetti. Il rappresentante fiscale deve adempiere negli stessi termini e con le stesse modalità previsti per i soggetti residenti. Il risparmiatore ha pertanto la possibilità di creare un deposito titoli composto da strumenti finanziari “PIR compliant”, usufruendo in tal modo delle agevolazioni previste. Tuttavia al fine di veicolare il risparmio verso investimenti produttivi in modo professionale e data la particolare complessità dei vincoli agli investimenti si prevede il coinvolgimento degli intermediari finanziari e delle imprese di assicurazione per la gestione della fiscalità degli investimenti stessi. Ciò permette anche una diversificazione di portafoglio tale da contenere il rischio insito nello stesso ad un livello adeguato alle esigenze del cliente retail, destinatario dei Piani Individuali di Risparmio. In linea con la ratio della normativa anche gli operatori professionali coinvolti devono essere residenti nello Stato italiano o avere stabile organizzazione in Italia. Il comma n.102 della Legge di Bilancio determina le condizioni di investimento e i vincoli di portafoglio, definendo che per almeno i due terzi di ciascun anno solare di durata del piano almeno il 70 per cento del valore complessivo delle somme o dei valori destinati nel piano deve essere investito in strumenti finanziari, sia di tipo equity che di tipo debt, emessi o stipulati da imprese fiscalmente residenti nel territorio dello Stato italiano, ai sensi dell’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo con stabile organizzazione nel territorio italiano. Sono incluse negli investimenti qualificati
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Scala
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università della Valle D'Aosta
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Maria Debora Braga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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