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I disturbi dello spettro autistico: l'influenza della componente alessitimica nella determinazione dell'ossessività

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8 Asperger sosteneva che tali caratteristiche si potevano identificare negli infanti tra i due e i tre anni (sebbene in alcuni casi potevano comparire molto dopo) e che ad entrare in gioco erano più fattori innati che un condizionamento ambientale. Lo studioso sosteneva inoltre che questo disturbo poteva essere assimilato ad un tratto di personalità stabile e che a differenza della schizofrenia non portava alla frammentazione né alla disintegrazione dell’Io. I lavori di Asperger erano redatti in tedesco e questo non aveva consentito da subito la loro divulgazione nella comunità scientifica, anche a causa della seconda guerra mondiale. É stata la psichiatra inglese Lorna Wing a portarli alla luce nel 1981, usando per la prima volta la dicitura di “Sindrome di Asperger” come entità diagnostica per i suoi 35 casi studiati. In questo modo gli studi del collega iniziavano sempre più a trovare una loro dimensione scientifica affiancandosi così al già noto disturbo autistico introdotto da Kanner(3). L’Autismo infatti era entrato nel 1980 a far parte del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder III (DSM III) dell’Associazione Americana degli Psichiatri, nella sezione dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, dove era distinto in Autismo Infantile e Autismo Atipico. Veniva confermato nella stessa sezione sia nel DSM-IV (1994) che nella versione poi revisionata DSM-IV-TR (2000) dove si affermava il concetto di Autismo più moderno, non più
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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Arcidiacono
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e Chirurgia
  Relatore: Rosaria  Nardello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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