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I disturbi dello spettro autistico: l'influenza della componente alessitimica nella determinazione dell'ossessività

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9 legato alla schizofrenia (a cui era associato nelle precedenti edizioni) e che si poteva riscontrare nella popolazione non solo nell’infanzia ma in tutte le fasce di età(2). La Sindrome di Asperger invece ha trovato la sua ufficialità solo nel DSM-IV (1994) nella stessa sezione del Disturbo Autistico, dove si ritagliava uno spazio insieme alla Sindrome di Rett, al Disturbo Disintegrativo dell'Infanzia ed il Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato. Con il passare del tempo però tra le diverse affezioni iniziavano ad emergere alcune difficoltà: la presentazione clinica variava in funzione dello sviluppo e delle comorbidità associate, motivo per cui durante il decorso clinico non si riusciva a mantenere una netta demarcazione tra una e l’altra. Le categorizzazioni inoltre cambiavano tra i diversi centri diagnostici e sembrano più essere associati ai deficit di linguaggio, al QI e alla severità piuttosto che alle specificità dell’alterazione in sé. È stato proprio questo il motivo che ha portato all’eliminazione dell’approccio categoriale in favore di uno dimensionale che consentiva di inglobare tutte quelle sottotipologie all’interno di un’unica dicitura, quella dei Disturbi dello Spettro Autistico (DSA), inserita nella sezione di Disturbi del Neurosviluppo. A partire dal 2013 infatti, con l’uscita del DSM-V, si è affermata quest’unica categoria diagnostica,
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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Arcidiacono
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e Chirurgia
  Relatore: Rosaria  Nardello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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