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Portopiccolo: una nuova opportunità turistica per il Nord-Adriatico

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6 Per le seconde invece era necessario un lungo e oneroso trasporto dalle cave più interne fino alle banchine poste lungo la costa. Storici antichi raccontano che tale operazione fosse resa possibile dall’esistenza di alcune strade “piombate”, cioè ricoperte da lastre di piombo molto spesse, su cui venivano fatti scivolare i blocchi dalle cave stesse fino ai pontili di carico. Si racconta perfino che alcuni frammenti di queste lastre di piombo siano state ritrovate durante la costruzione della strada “costiera”, da Monfalcone a Trieste, nel 1928. Già dall’epoca romana l’industria estrattiva si rivelò essere un’attività molto fiorente ma fu soprattutto dopo la metà dell’Ottocento, in seguito all’apertura della linea ferroviaria Vienna-Trieste, con le capacità di trasporto che il treno permetteva soprattutto verso l’interno dell’Impero Asburgico, che lo sviluppo economico ebbe un notevole incremento. Alle numerosissime cave poste sull’altopiano adibite alla fornitura di materiale pregiato si affiancarono altrettante cave di estrazione di materiale “povero” necessario per la costruzione del porto di Trieste nei suoi vari e molteplici ampliamenti e della stessa città, nonché per tutte quelle attività industriali in cui la pietra la faceva ancora da padrona. L’utilizzo di macchinari, prima a vapore e poi a motore, permisero la lavorazione di blocchi sempre più considerevoli e la presenza delle cave lungo la costa consentivano un trasporto a destinazione estremamente economico tale da incrementare continuamente la richiesta. Si vennero a formare così alcuni fronti di cava prospicenti il mare che per le popolazioni del posto rappresentarono una fonte indispensabile di sussistenza ma che comportarono inevitabilmente uno sfregio alla componente ecologica e paesaggistica della costa. Proprio al fine di risanare una di queste situazioni, una cava in funzione dal II secolo d.C. ma in disuso e abbandonata da decenni, nacque l’idea di creare dal nulla quel complesso edilizio e turistico che oggi noi possiamo ammirare sotto il nome di “Portopiccolo” nella baia di Sistiana.
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Portopiccolo: una nuova opportunità turistica per il Nord-Adriatico

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Informazioni tesi

  Autore: Federico Fabris Abbiati
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lettere
  Corso: Scienze Turistiche
  Relatore: Mauro Pascolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

FAQ

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