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Occupanti tedeschi, fascisti repubblicani e movimento partigiano: una mediazione cattolica a Biella. Il caso di radio Baita

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10 se nella prima metà del ‘700 – continua Bessone - non si ravvisano nel Biellese episodi che possano far pensare propriamente al giansenismo, ma solo condizioni favorevoli al suo sviluppo, questo sarà invece inequivocabilmente presente negli ultimi trent’anni del secolo” 9 . La diocesi biellese durò circa trent’anni: nel 1803, infatti, in ottemperanza alle leggi napoleoniche fu soppressa e tornò a far parte della diocesi di Vercelli 10 . Il vescovo allora in carica, mons. Giovanni Battista Canaveri, diventò prima amministratore e poi vescovo di Vercelli, pur mantenendo uno stretto legame con il territorio biellese; la soppressione di tutti gli Ordini religiosi privò Biella di numerosi conventi, i cui religiosi passarono tra le fila del clero regolare. Nel 1817, con la Bolla “Beati Petri”, Pio VII autorizzò la ricostituzione della diocesi biellese, elevando contemporaneamente quella di Vercelli a sede arcivescovile (suffraganee della metropolitana vercellese, oltre a Biella, divennero anche Alessandria, Casale, Novara e Vigevano) 11 . Con la nomina di mons. Bernardino Bollati a vescovo nel dicembre 1818 si apriva il nuovo corso della diocesi di Biella. I vescovi biellesi dal 1820 alla prima guerra mondiale Durante l’episcopato di mons. Bollati (1819-1828) fu risolto anche nel Biellese il problema economico delle parrocchie: la corte sabauda si impegnò infatti a versare un assegno di congrua a sostegno dei parroci 12 . Il suo successore, mons. Placido Maria Tadini (1829-1833), rilevò una serie di trasformazioni nella pratica religiosa (la più allarmante era il venir meno all’obbligo di santificazione delle feste) ed ebbe rapporti tesi con la Congregazione del Santuario di Oropa 13 . Nel luglio 1832 mons. Tadini fu nominato Arcivescovo di Genova e a succedergli fu designato mons. Pietro Losana (1834-1873) il quale riorganizzò i vicariati della diocesi in modo più razionale e promosse nuove iniziative in campo sociale, patrocinando l’apertura dell’Ospedaletto, istituzione simile al Cottolengo, e l’istituzione delle Scuole di Agricoltura e di Arti e Mestieri 14 . Allo scopo di aiutare i poveri e prevenire l’accattonaggio, il vescovo Losana fondò nel 1856 la Cassa di Risparmio, il cui regolamento prevedeva la nomina da parte del consiglio comunale della maggioranza degli amministratori, “onde ispirare più fiducia nei depositanti ed assicurare il buon 9 Ivi, pag. 9 10 D. Lebole, op. cit., pag. 87 11 Ivi, pp. 90-91 12 Ivi, pag. 149 13 Ivi, pp. 160-162 14 Ivi, pp.179-180
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Informazioni tesi

  Autore: Rolando Magliola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Gianni Perona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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