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Occupanti tedeschi, fascisti repubblicani e movimento partigiano: una mediazione cattolica a Biella. Il caso di radio Baita

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13 registravano cali nelle vendite a scapito di quelli socialisti e liberali (come Il Secolo, La Stampa, La Gazzetta del Popolo, l’Avanti!) e non mancava neppure un atteggiamento indolente e remissivo da parte di alcuni parroci. Le conclusioni generali tratte dai questionari evidenziavano una situazione difficile per la Chiesa biellese: la partecipazione alle funzioni e ai sacramenti era in calo (addirittura totalmente assente in alcune parrocchie), si manifestava il rifiuto della predicazione, la pratica della bestemmia e il turpiloquio erano in aumento non solo tra gli uomini ma anche tra la popolazione femminile; in ambito famigliare era diffuso il divieto imposto dai genitori ai figli di frequentare le scuole di catechismo, mentre in ambito lavorativo l’obbligo di lavorare fino al mezzogiorno della domenica (imposto dai padroni agli operai) dava luogo all’impossibilità di partecipare alla messa festiva. Le cause di questo processo di scristianizzazione andavano ricondotte da un lato all’emigrazione (fenomeno antico) e dall’altro alla diffusione del socialismo. Il vescovo Gamba si adoperò quindi per favorire l’istituzione di leghe cattoliche e di comitati parrocchiali (nacquero anche i primi oratori per ragazzi); per ovviare alle resistenze opposte dalle amministrazioni civili alla presenza dell’insegnamento religioso a scuola, si pensò di affidare a personale scelto della parrocchia il compito di impartire lezioni al di fuori dell’orario scolastico 30 . L’attenzione principale del vescovo era rivolta alle Missioni al popolo e all’educazione dei giovani: egli ospitò in Vescovado il primo Circolo Giovanile Cattolico di Biella e riuscì a portare in città il Congresso Giovanile Cattolico del Piemonte nell’agosto del 1906 31 . Nelle relazioni inviate a Roma, mons. Gamba indicò i provvedimenti a suo giudizio necessari per combattere la scristianizzazione diffusa nel Biellese: richiedere più zelo da parte del clero, garantire una maggiore istruzione religiosa e una predicazione più incisiva, promuovere la diffusione della stampa cattolica 32 . Nominato vescovo di Novara, nel 1906 mons. Gamba fu sostituito alla guida della diocesi biellese da mons. Giovanni Andrea Masera. Durante la permanenza a Biella del vescovo Masera proseguirono i contrasti tra Chiesa e socialismo: in particolare, vi fu un aumento delle nascite, dei matrimoni e dei funerali “socialisti” (celebrati senza i sacramenti religiosi), l’inaugurazione di un monumento dedicato all’eretico fra’ Dolcino sulle montagne di Trivero, un inasprimento della lotta per l’abolizione del crocifisso nelle aule e dell’insegnamento religioso nelle scuole 33 . Mons. Masera fu definito il “vescovo di Oropa” perché nel 1909 riuscì ad ottenere dalla Santa Sede che “la Madonna di Oropa fosse ufficialmente dichiarata, con S. Stefano, patrona della città e della diocesi 34 . 30 Ivi, pp. 315-316 31 Ivi, pag. 319 32 Ivi, pag. 324 33 Ivi, pag. 339 34 Marco Neiretti, L’identità negata, S.M. Rosso editore stampatore, Biella 1986, pag. 18
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Informazioni tesi

  Autore: Rolando Magliola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Gianni Perona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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