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Le organizzazioni di integrazione economica regionale e la disciplina del recesso: il caso Brexit

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3 interne ed all’adozione di una tariffa esterna comune, viene realizzata la libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali. A tal proposito, si prendono ad esempio il mercato unico europeo, la Comunità dei Caraibi, la Comunità economica dell’ASEAN ed il mercato comune dell’America Meridionale. Infine, si esamina l’unione economica e monetaria -della quale classico esempio è quella europea- in cui, oltre all’abolizione delle barriere doganali tra gli Stati membri ed all’introduzione di una tariffa esterna comune, trova espressione anche la volontà di attuare politiche economiche comuni e, soprattutto, di adottare una moneta unica che abbia corso legale in tutti i Paesi membri. Nell’unione vengono unificate le politiche fiscali e monetarie affinché una singola autorità centrale possa controllarne l’andamento. Ai fini dell’inquadramento normativo della Brexit, nel terzo capitolo, si approfondisce la disciplina del recesso nelle organizzazioni internazionali, a partire dalla Società delle Nazioni fino all’ONU. In generale, si dà rilievo, sia nella prima parte che in quella riguardante i casi di recesso, alla clausola rebus sic stantibus, prevista dall’art. 62 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969, secondo cui un trattato, o alcune sue disposizioni, si estinguono nel momento in cui si verifichi un “mutamento sostanziale delle circostanze”. Successivamente, vengono analizzati, nello specifico, i casi particolari di recesso, ossia le ipotesi di recesso previsto o non previsto, le ipotesi di recesso con termine o immediato e le ipotesi di recesso autorizzato o non autorizzato con i relativi esempi, con particolare riguardo alle organizzazioni di integrazione economica; segue un paragrafo con ulteriori esempi di recesso da organizzazioni di integrazione economica. L’elaborato prosegue con un capitolo interamente dedicato allo sviluppo del processo di integrazione europea - con riferimenti anche alla politica commerciale dell’UE - tema particolarmente attuale, in cui si cerca di prendere in considerazione solamente gli aspetti economici di questo processo. Si parte dalle origini, ossia dal 18 aprile 1951 quando, a Parigi venne firmato il Trattato istitutivo della Comunità economica del carbone e acciaio (CECA). Nonostante una prima battuta d’arresto, il processo di integrazione economica continuò e, infatti, nel 1957, vennero firmati i Trattati di Roma, ossia il Trattato istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE) ed il Trattato istitutivo della Comunità Europea per l’Energia Atomica (CEEA o Euratom). In seguito alla crisi economica degli anni ’70, si giunse, alla stipula, nel 1986, dell’Atto Unico Europeo e, successivamente, con la firma del Trattato di Maastricht, nel febbraio 1992, in vigore dal 1993, si pervenne ad “una nuova tappa nel processo di creazione di un’unione
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Le organizzazioni di integrazione economica regionale e la disciplina del recesso: il caso Brexit

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Caprio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Rosaria Mauro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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