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La donazione: ruolo dell’infermiere del coordinamento dal prelievo al trapianto d’organo

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5 Nel 1954, il chirurgo Joseph Murray esegue il primo trapianto di rene da donatore vivente consanguineo e geneticamente identico al ricevente. I successi ottenuti da Murray diedero il via alla diffusione della medicina dei trapianti. Nel 1963, Thomas Starlz esegue il primo trapianto di fegato in un bambino di 3 anni. Nello stesso anno venne effettuato il primo trapianto di polmone eseguito dal chirurgo americano James Hardy. Infine, nel 1966 Kelly e Lillehei eseguono il primo trapianto di pancreas e un anno dopo, Christiaan Barnard effettua il primo trapianto di cuore. Nonostante i successi della medicina dei trapianti, il fenomeno del rigetto, rimaneva il principale problema da affrontare. Fondamentale fu l’individuazione nel 1971 della Ciclosporina A, da parte di Jean Borel, un principio attivo con effetto immunosoppressivo capace di ridurre la risposta immunitaria dell’organismo bloccando l’azione dei linfociti T, principali responsabili del rigetto. L’utilizzo di nuove tecniche chirurgiche e di conservazione degli organi, nonché la scoperta della Ciclosporina, contribuirono a migliorare notevolmente la possibilità di successo dei trapianti e di sopravvivenza dei pazienti. Dal 1980 la medicina dei trapianti si è affermata quale terapia standard e insostituibile opportunità terapeutica (Comitato Nazionale per la Bioetica) La teoria elaborata da Thomas Starzl del microchimerismo, consistente nello scambio di leucociti tra organo trapiantato e ricevente in grado di migliorare l’accettazione a lungo termine degli organi da parte dell’ospite, e l’utilizzo di nuovi farmaci immunosoppressori, quali Tacrolimus e Micofenolato Mofetile, hanno consentito di migliorare ulteriormente le condizioni di vita dei pazienti trapiantati, riducendo gli effetti collaterali e la possibilità di rigetto. Nell’ultimo ventennio, a causa dell’insufficienza di organi disponibili e dell’aumentare dell’utilizzo della medicina dei trapianti, è stata valutata la possibilità di utilizzare sia organi e tessuti provenienti da animali (Xenotrapianti) sia cellule staminali. Molteplici sono i progressi ottenuti dalla medicina in ambito di trapianti ma ancora molte sono le procedure da migliorare per massimizzare la possibilità di successo. Rallentare il più possibile il deterioramento del donatore per prevenire i danni all’organo fino al suo prelievo, lo sviluppo di nuove apparecchiature e metodologie per aumentare il tempo di conservazione degli organi e lo sviluppo di nuove tecniche operatorie, in particolar modo per la donazione da vivente, sono solo alcuni dei punti sui quali attenzionare per migliorare le procedure esistenti. 1.1 Riferimenti Legislativi La prima legge, emanata per regolamentare la pratica della medicina dei trapianti, è la Legge n°235 del 3 aprile 1957, approvata dal successivo Decreto del Presidente della Repubblica n°300 del 20
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La donazione: ruolo dell’infermiere del coordinamento dal prelievo al trapianto d’organo

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Longo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Maria Pia Giammarinaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

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Parole chiave

coordinamento
procurement
donazione
infermiere
trapianto
teaching
trapianti d'organo
prelievo d'organo
infermiere del coordinamento
management donatore

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