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Latino e italiano attraverso i secoli

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3 Antoine Meillet osserva che il latino ămma era un uccello notturno, forse un gufo. Da questa parola, come formazione espressiva, nel linguaggio familiare si sarebbe sviluppato il significato di mamma, «non attestato direttamente, ma di cui si può supporre l’esistenza». (Il bambino ripete il verso dell’uccello e chiama la mamma). E da ămma sarà venuto amāre, che sembra un denominativo. Meillet segnala inoltre il latino amǐta (zia) e l’osco Ammai (Mātrī, dativo). L’etimo di amāre rimane dunque molto incerto. Quanto a libēre, ed ai suoi derivati, essi non ebbero continuatori italiani di diretta tradizione orale, pur se rimasero nell’uso letterario. A vizio di lussuria fu sì rotta Che libito fØ licito in sua legge Per torre il biasmo in che era condotta. Qui Dante parla di Semiramide, che si faceva le leggi ad personam. Il termine libito è in assonanza con licito. Ma già Quintiliano realizzava la stessa assonanza, con libet e licet. (Meillet). Nell’italiano attuale, sono voci letterarie libidine e lo stesso libito (voglia, capriccio, arbitrio). Ed è ovviamente parola colta anche la libido di Freud, che prende il nominativo del termine latino. L’aquila reale e il vento del nord Il nome indoeuropeo dell’acqua presenta due radici, *akua (che è l’acqua che scorre), e *ṷeden (da cui *ṷoden), che è l’acqua che si utilizza. (AndrØ Martinet, “L’indoeuropeo”). Da *akua vengono ăqua (latino) e ahua (gotico antico). Da *ṷeden abbiamo wato (gotico seriore), l’ittita watar, il sanscrito udnas, il greco udor / idro, il messapico odra, il tedesco wasser, l’inglese water, il danese vand, il russo voda, l’osco-umbro utur. (Palmer). Il vento del nord fu chiamato aquilō, perchØ portava nubi scure e cariche d’acqua. L’aquila (auis) fu così detta, perchØ veniva insieme al vento del nord. (Meillet). Tu strappasti l’emblema degli eroi Ed a noi mandi un’aquila di paglia! Il latino ǔnda (con un infisso nasale) postula un *ṷoden. Questo infisso, nota Meillet, dovette avere origine dall’indicativo presente di un antico verbo, attestato in sanscrito. Leonard Palmer osserva che il celtico ha sostituito *akua con una nuova parola (irlandese dobur). Possiamo però postulare un *apa, dall’antica toponomastica celtica. Da *apa (acqua), abbiamo il celtico abona (fiume), il gallese afon (fiume), il bretone aven (fiume), nonchØ il britannico Avon, che oggi è un toponimo inglese. (Palmer). La radice *akua dà il nome a vari fiumi, in Francia, Germania, Olanda, Lituania, Svezia, Norvegia, Danimarca. (Aa, Au, Aue). In Svizzera, c’è il fiume Aar. (Cesare, De bello gallico). Abbiamo poi le isole Aaland e la Scandin-auia. (Meillet). Il latino ha dunque ăqua. Martinet, però, segnala anche amnis (fiume), che viene (per assimilazione) da un anteriore *abnis, a sua volta derivato da *apnis, cioè *ap (acqua), piø il suffisso “ni”, che indicava un movimento verso il basso. Se la ricostruzione di Martinet è giusta, “amnis” è di origine celtica oppure osco-umbra, dato che in queste lingue la labiovelare di aqua si evolve in bilabiale (*apa). L’osco ha però utur per indicare l’acqua. E quindi “amnis” sarà un prestito dal celtico. Meillet sembra d’accordo, pur se avverte che questo etimo è probabile, ma non sicuro. Troviamo amnis in alcuni toponimi. Teramo (Inter amnia) è infatti situata tra il torrente Vezzola e il fiume Tordino. Terni (Interamna Nahars) si trova tra il torrente Serra e il fiume Nera. (Enciclopedia Treccani). Nahars (genitivo) era il nome umbro del fiume Nera. Anche il fiume Nièvole (in Toscana) viene probabilmente da amnis. Possiamo porre *amnĕbule(m), cioè “piccolo fiume”, da cui Nièvole. (Maria Giovanna Arcamone). Anche pĭscis, per Martinet, è una voce celtica, poichØ verrebbe da *ap (acqua), con il suffisso isk. Si ebbe quindi *àp-isk-s, da cui *àpiskis (con una vocale d’appoggio), e quindi pìskis (pĭscis), con la caduta della vocale iniziale. (Gotico fisks, inglese fish, irlandese ìasc). Se l’intuizione di Martinet è giusta, pĭscis risale ad un celtico *apa. Quindi i Germani e i Protolatini avranno preso il termine dai confinanti Celti. (Meillet non condivide però questo etimo).
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Latino e italiano attraverso i secoli

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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Castronuovo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Francesco Montuori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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bruno migliorini
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