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L'azione privata nel procedimento penale davanti al giudice di pace

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10 capo alla pubblica accusa, l’iniziativa penale e la formulazione dell’imputazione. Entro il termine ordinatorio di dieci giorni dalla comunicazione del ricorso prevista a pena d’inammissibilità, dall’art. 24 comma 1 lett. e), il magistrato inquirente deve presentare alla cancelleria del giudice di pace le sue richieste, avendo verificato la possibilità o non di proseguimento del presente secondo il particolare modello attivato dalla persona offesa dal reato. Trattandosi di termine ordinatorio, il pubblico ministero potrà presentare le proprie richieste anche successivamente. Le cause d’inammissibilità sono quelle dell’art. 24: in particolare la “manifesta infondatezza” deve apparire prima facie, senza alcun controllo di carattere istruttorio, così come evidente dev’essere l’incompetenza territoriale del giudice adito. Fuori da queste ipotesi, l’alternativa, per il p.m., è quella di sostenere il ricorso attraverso la formulazione dell’imputazione. L’art. 25 prevede, esplicitamente, due possibilità per la pubblica accusa: a) formulare l’imputazione confermando l’addebito predisposto dal ricorrente; oppure b) modificare il contenuto dello stesso. Il pubblico ministero può, certamente, qualificare diversamente il fatto indicando altre norme, e se necessario, anche modificare l’addebito, in attuazione del principio di delega ma secondo la Relazione d’accompagnamento al decreto (Relazione allo schema di decreto legislativo del 25 agosto 2000, n. 274 recante �Disposizioni in materia di competenza del giudice di pace�, Richieste del pubblico ministero , § 4.6, in Diritto e Giustizia, 2000, n. 31, p. 53) la modifica operata dal pubblico ministero non può «giungere fino al punto di snaturare il thema decidendum circoscritto dall’originario addebito di derivazione privata, integrandolo magari con contestazioni che, pur descritte nella narrativa del ricorso, non abbiano formato oggetto dell’addebito in ordine al quale avviene la citazione». L’articolo in esame contempla anche il caso in cui il pubblico ministero, sebbene avvertito ritualmente della presentazione del ricorso, resti inerte, non presentando alcuna richiesta. Si tratta d’una evenienza implicitamente ammessa dall’art. 26
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L'azione privata nel procedimento penale davanti al giudice di pace

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Verrocchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Moscarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

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Parole chiave

d.lgs. 274/2000
procedura penale
giudice di pace
azione privata
ricorso immediato

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