L'azione privata nel procedimento penale davanti al giudice di pace

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3 si ha a che fare con un giudizio il quale si svolga secondo modalità contratte e semplificate, ma con un procedimento destinato a chiudersi, quasi sempre, con una formale dichiarazione di colpevolezza da parte dell’imputato e, quindi, con la semplice applicazione della pena. Dopo la legge n. 374 del 91, la vicenda dell’attribuzione di competenze penali al giudice di pace era ancora lontana dall’epilogo: dopo una serie di proroghe del termine di scadenza della delega, l’ultima delle quali risale al 30 dicembre 1994, il Governo rinunciava ad esercitarla. Diffidenze ed avversioni nei confronti di un giudice onorario del quale non appariva ancora chiara l’effettiva fisionomia erano cresciute, infatti, a tal segno, da rendere indispensabile il sacrificio della competenza penale, nel timore che un atteggiamento di difesa ad oltranza della stessa finisse per pregiudicare le sorti anche della competenza civile. Il sacrificio era comunque solo temporaneo. Quando la situazione si fu, almeno in parte, consolidata, essendosi addivenuta ad un dialogo più sereno sugli ulteriori sviluppi dell’istituto, venne presentato, dal Ministro della Giustizia, on. Flick, il 15 luglio 1996, un disegno di legge inteso a reiterare la delega sulla competenza penale (d.d.l. n. 1873 del 1996), il quale, tra l’altro, si prestava, tra l’altro, particolare attenzione a ridurre i margini di indeterminatezza dei criteri direttivi che avevano negativamente pesato sui destini della delega pregressa. Il percorso che ha condotto all’approvazione della legge delega n. 468 del 1999 prende le mosse da una iniziativa governativa (il d.d.l. n. 1837, presentato del suddetto Ministro Flick) che costituiva, di per sé, elemento di assoluta novità; per la prima volta, un governo della Repubblica si impegnava direttamente nella battaglia per l’assegnazione di una competenza penale al giudice onorario. Dalla lettura delle relazioni, che hanno accompagnato il corso dei lavori preparatori, prende corpo la concezione di una legge ispirata alla parola d’ordine della semplice deflazione; l’idea guida della riforma è riassumibile in una sola frase: «l’obiettivo della qualità del servizio giustizia comporta la necessaria riduzione del carico di lavoro che grava sugli uffici giudiziari».

Anteprima della Tesi di Valentina Verrocchi

Anteprima della tesi: L'azione privata nel procedimento penale davanti al giudice di pace, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Valentina Verrocchi Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

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