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L'intervento mediatorio dell'Italia a Sharm El Sheikh (1982-oggi)

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L’intervento mediatorio dell’Italia a Sharm El Sheikh (1982 - oggi) gli affari della sicurezza israeliana, le proposte che egli aveva sottoposto a Begin. Oltre a ciò, il Presidente Usa annunciò che avrebbe visitato Egitto e Israele entro la settimana, nell'ambito di un personale tentativo volto a ricercare un accordo sui termini di un trattato di pace. Le prime due settimane di marzo del 1979 furono cruciali per Carter e Vance: ebbero, infatti, due colloqui con Sadat al Cairo ed Alessandria e, di qui, volarono in Israele, dove, ugualmente, ebbero luogo intense discussioni. Tuttavia, poiché‚ era stato largamente riferito che il 12 marzo i colloqui statunitensi con i leader di Israele avevano fallito nel risolvere i restanti punti morti, in una finale colazione di lavoro con Begin il 13 marzo, Carter si assicurò un seppur provvisorio accordo israeliano alle proposte-compromesso degli Stati Uniti, riguardo i problemi in sospeso: era l'unica via d'uscita per cercare di sbloccare una situazione ormai divenuta insostenibile. Dopo un ulteriore incontro con Sadat al Cairo il 13 marzo, Carter, con estrema soddisfazione, annunciò che anche l'Egitto aveva accettato le proposte Usa e che aveva informato Begin dell'accettazione egiziana. La situazione sembrava essersi, tutto d'un colpo, risoltasi: è significativo, a tal proposito, registrare una dichiarazione che Carter stesso rilasciò al ritorno negli Stati Uniti dal Cairo. Egli, infatti, affermò: “Sono convinto che ora abbiamo definito tutti i maggiori ingredienti di un trattato di pace tra Egitto e Israele (...) che rappresenterà la pietra angolare di una comprensiva sistemazione nel Medio Oriente” 7 . I problemi in sospeso di cui abbiamo parlato finora, risolti durante la visita in Medio Oriente del Presidente Carter, concernevano non solo il trattato stesso, ma anche le condizioni di accordo che avrebbero accompagnato l'intesa. La maggiore questione era, per quanto ci riguarda, l'estensione dell'aggancio, il cosiddetto linkage, tra il trattato israelo-egiziano e le clausole di Camp David concernenti la definitiva introduzione in esso del problema della Cisgiordania e dei Palestinesi di Gaza. Su questo punto, tuttavia, Israele oppose energica resistenza ai tentativi egiziani di far dipendere il definitivo scambio di ambasciatori tra i due Paesi dai progressi dell'instaurazione di una “autorità di autogoverno” palestinese; con Carter idealmente alle spalle di Israele su questo punto, Sadat convenne definitivamente che lo scambio di ambasciatori avrebbe avuto luogo, comunque, dieci mesi dopo la ratifica del trattato, senza riguardo allo stato dei negoziati sul problema palestinese: in cambio, Israele accettò di affrettare la prima parte del suo ritiro dal Sinai. La bozza del trattato e i testi allegati furono approvati all’unanimità dal Consiglio dei Ministri egiziano il 15 marzo. Quattro giorni più tardi gli stessi documenti furono confermati dal Governo israeliano con 15 voti contro 2. Infine, dopo un dibattito di 30 ore, il Knesset approvò le prime stesure del trattato di pace il 22 marzo con 95 voti contro 18 e 2 astensioni. Dopo 5 mesi di febbrili trattative, dall'ottobre 1978 al marzo 1979, si giunse così alla conclusione definitiva dei negoziati israelo-egiziani per la redazione di un trattato di pace tra di essi. La tenacia del Presidente Carter nel voler riprendere in mano la situazione quando questa pareva risolversi in un nulla di fatto, l'impegno costante di Egitto e Israele nel voler ricercare, comunque, una qualche via che conducesse alla pace, consentirono, pur tra mille difficoltà, di giungere alla fine di questo difficile tragitto e di porre le premesse, questa volta definitive, per la firma dell'intesa di pace: l'ultratrentennale stato di guerra tra i due Stati poteva dirsi, almeno sostanzialmente, concluso. 7 Keesing's Contemporary Archives, cit., p.29941.
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L'intervento mediatorio dell'Italia a Sharm El Sheikh (1982-oggi)

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Piga
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1992-93
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Romain H. Rainero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

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forza multinazionale ed osservatori
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