Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Valutazione di personalità e temperamento nei disturbi del comportamento alimentare

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

5 come quella alimentare. Il rito del pasto nelle varie culture ha infatti assunto funzioni via via diverse, tra cui quella di socializzare, di rinforzare l'appartenenza ad un gruppo, di rispettare le gerarchie sociali dando alla persona più prestigiosa per ceto, età, ruolo, il "posto d'onore" e la possibilità d'esser servita per prima. Nella grecità classica del V sec. a.C., ad esempio, si contrapponevano due tipologie diverse di " uomo " in relazione allo stile di vita imperante. Ad Atene, città dedita alla filosofia e alla vita nell' "agorà" , il cittadino medio è raffigurato come "rotondo" e panciuto mentre cammina comodamente nei dintorni dell' "agorà", gustando prelibatezze locali o mentre discute con altri cittadini di questioni filosofiche e politiche sui gradini dell'università. Ben diverso è invece l'aspetto che ha simboleggiato per secoli la vicina Sparta, la cui cultura era imperniata sui valori del vigore fisico e della potenza militare e la corporeità celebrata era atletica, muscolosa, fornita di larghe spalle, snella, pronta alla battaglia. Durante l'apice dell' impero romano c'era una stridente differenza tra la popolazione che aveva cibo insufficiente e quella che ne aveva in surplus. La pratica alimentare perdeva il suo fine nutritivo sostituito in toto da quello voluttuario; uomini patrizi in buona salute si cibavano fino alla saturazione seguita da vomito in un apposito settore detto "vomitorium" per poi, una volta vuotato lo stomaco, potersi di nuovo lasciare andare ad altre ingordigie alimentari. Queste pratiche alimentari pur bizzarre non possono tuttavia essere definite bulimiche, perché il vomito non era provocato al fine di non ingrassare, ma per poter gustare ancora altre pietanze con lo stomaco libero. Tuttavia anche tra gli antichi romani la dieta era una pratica adottata sia per ragioni estetiche sia salutari, serviva per purificare il corpo dalla tossicità di certi alimenti e per portarlo ad una restitutio ad integrum. Tra gli scritti di Ippocrate figura anche un trattato sulla dietetica, consigliata sia per scopi preventivi che terapeutici e secondo Plinio il Vecchio alcuni medici prescrivevano ai malati diete così rigide da farli quasi morire di fame, mentre altri tendevano a rimpinzare di cibo i loro pazienti. Vi era poi chi digiunava per motivi spirituali; gli aderenti alla corrente dello Gnosticismo, sviluppatasi verso il II e il III sec. d.C., consideravano tutto il mondo materiale corrotto e praticavano l'ascetismo, con l'astensione quasi totale dal cibo e dai

Anteprima della Tesi di Laura Duranti

Anteprima della tesi: Valutazione di personalità e temperamento nei disturbi del comportamento alimentare, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Laura Duranti Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12051 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.