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Internet e promotori finanziari nella gestione dei patrimoni mobiliari on line

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Schemi specifici – domanda x domanda - 5 Gennaio 1991 ,che introdusse un nuovo tipo di intermediario finanziario, le Società d’Intermediazione Mobiliare, soggetto polifunzionale che poteva operare in valori mobiliari sia per conto proprio sia per conto terzi in regime di esclusività , per quanto concerne le negoziazioni di titoli quotati sui mercati regolamentati,ossia si dà l’esclusività delle negoziazioni in Azioni quotate in Borsa, che passa dalle mani delle banche a quelle delle SIM, da 1991 al 1996, per farle crescere; con la legge in questione, sparirono gli antecedenti storici del promotore finanziario , gli agenti di cambio ed il remisier, e si introdusse anche la figura dell’intermediario che poteva, nella sua attività d’intermediazione , dipendente o meno, promuovere/collocare valori mobiliari “fuori sede” ossia in luogo diverso dalla sede legale della SIM per la quale operava in regime di monomandatario e/o del proponente l’investimento, come sancito dall’art. 30 del T.u.f. ; il ruolo degli intermediari nell’intermediazione in valori mobiliari dunque, cresce e con esso crescono i datori di fondi che, anche se poco propensi al rischio, possono acquisire delle quote/parti di valori mobiliari, in particolare di Fondi Comuni d’Investimento, direttamente presso il canale per eccellenza che era, e rimane , quello dello sportello bancario , sia mediante i promotori finanziari. I piccoli risparmiatori, con risparmi positivi minori degli investimenti, ossia i piccoli datori di fondi/unità in surplus finanziario, le famiglie, possono attenuare i rischi derivanti da investimenti in valori mobiliari, acquisendo quote/parti di Fondi e quindi, condividendo il rischio con tutti gli altri partecipanti alla cassa collettiva, Fondo Comune d’Investimento. La figura del promotore finanziario , nella sua attività di promozione e collocamento, rappresenta la prima vera e sostanziale estensione della banca verso la clientela, che non deve più necessariamente recarsi presso la propria banca per effettuare investimenti in valori mobiliari e altre operazioni finanziarie. D’altro canto, i datori/utilizzatori di fondi, hanno sempre più bisogno della figura degli intermediari specializzati nell’intermediazioni di strumenti/prodotti finanziari, che rendano più semplice l’incontro tra domanda ed offerta. In particolare, possono reperire capitale fresco, senza dover ricorrere obbligatoriamente al finanziamento del debito pubblico, potendo contare sulla raccolta grazie all’emissione di quote di capitale sociale (Azioni) e di debiti (Obbligazioni). Si può dunque, affermare che viene superato il concetto , teorico, dei mercati perfettamente concorrenziali che non hanno bisogno degli intermediari finanziari , il c.d. mondo Walrasiano. Si prende atto che esistono asimmetrie informative, divergenze delle preferenze tra gli scambisti, razionalità limitata e alti costi di transazione, negli scambi diretti ed autonomi e quindi, gli intermediari finanziari riducono , per quanto possibile, tali imperfezioni del mercato. Gli intermediari finanziari operano, negoziano sia per conto terzi, ossia senza assumersi i rischi derivanti dalle transazioni di strumenti mobiliari, in veste di Broker, sia per conto proprio, ossia assumendosi dei rischi delle transazioni e interponendosi tra le unità in surplus e in deficit finanziario (che non divengono controparti dirette della negoziazione) in veste di Dealer. La tendenza, oggi, vista anche la crescente competizione all’interno del comparto mobiliare, è quella che vede gli intermediari, anche operanti per conto terzi, assumersi almeno in parte dei rischi, i quali fino a pochi anni fa, gravavano solo ed esclusivamente sui clienti-committenti. Le SIM quindi, in regime
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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Buemi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Vincenzo Capizzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 391

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