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Gli effetti delle politiche di aggiustamento strutturale del Fmi sulla povertà. Il caso del Messico

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Nel dopoguerra si cerca di potenziare il nascente settore manifatturiero e lo Stato sceglie di adottare a questo scopo delle strategie atte a proteggere settori dell’industria che non sono ancora competitivi a livello internazionale (ISI 2 ) . Queste strategie si articolano in tre tipi di strumenti: i dazi all’importazione, i prezzi di riferimento obbligatori per l’importazione e i contingentamenti delle licenze, e rimarranno in vigore fino alla metà degli anni ’80. Tuttavia, in questo periodo si dà corso anche a una politica fiscale espansiva, che provoca inflazione e va sostenuta tramite il deficit di bilancio. A questo si aggiunge una Bilancia dei Pagamenti nonostante tutto negativa (anche a causa dei limiti ai movimenti di capitale imposti dal Banco de Mexico) , e le autorità sono costrette a ripetute svalutazioni, che portano il valore del peso contro il dollaro da 4,85 a 12,45 tra il 1945 e il 1954 (Looney, 1978, citato in Székely,1998). Dalla metà degli anni ’50 comunque la crescita si attesta su valori di PNL del 6,5% annuo (Looney, 1978 , citato in Székely,1998) e proprio in questi anni si comincia a puntare non solo sul settore manifatturiero, ma anche su quello agricolo, nel tentativo di passare ad un’agricoltura intensiva e industriale. A questo scopo si introducono innovazioni tecnologiche e concimi chimici e si procede alla ristrutturazione del sistema degli “ejidos 3 ” espropriando ai grandi latifondi le zone meno fertili e irrigate da destinare alla coltivazione comune (tipicamente destinata all’agricoltura di sussistenza delle popolazioni indigene) al fine di ottenere zone utili all’agricoltura intensiva quanto più contigue ed estese possibile. Naturalmente questa soluzione comporta una diminuzione dei redditi agricoli dei piccoli contadini e un peggioramento della situazione delle zone rurali (Rìos, 1998) . La presidenza Echeverria (1970-1976) si concentra sulla spesa pubblica e sull’intervento dello Stato nell’economia (infatti tra il 1970 e il 1976 le imprese statali passano da 86 a 740) , finanziato dal deficit primario e colpevole di un’accelerazione dell’inflazione che porta il paese ad indebitarsi pesantemente con l’estero. La situazione spinge gli investitori a ritirare i propri capitali per paura di una svalutazione e quando la situazione precipita a causa del primo shock petrolifero il Messico cerca di correre ai ripari mediante massicci prestiti ad alto tasso di interesse forniti da istituti di credito privati stranieri. Ad ogni modo, nel 1975 le riserve del Banco de Mexico sono ormai prosciugate e l’istituto, non essendo in grado di garantire il cambio fisso, lascia il peso libero di fluttuare, su consiglio del Fondo Monetario Internazionale. La forte svalutazione non allevia lo stallo della crescita né la spirale inflazionistica tanto che la crescita dei prezzi su base annuale si presenta sempre a due cifre, con punte record del 30% (Kelly, 1999) . L’amministrazione Portillo (1976-1982) punta tutto sull’esportazione delle riserve di petrolio appena scoperte, permettendo un aumento della spesa pubblica che aiuta la crescita (si consideri che tra il 1978 e il 1981 il PIL messicano cresce a un tasso annuo dell’8%) , ma stimola anche la domanda interna e quindi l’inflazione. A queste condizioni le esportazioni diverse dal petrolio sono difficoltose mentre la Bilancia dei Pagamenti si deteriora a causa delle importazioni di beni di consumo. Inoltre, contro ogni previsione, nell’81 il prezzo del petrolio comincia a scendere, mentre il livello del tasso di interesse internazionale inizia ad aumentare. Il risultato è un forte deflusso di capitali e un’inflazione annua che raggiunge la punta del 100% finché nell’agosto del 1982 il Messico sospende il pagamento del debito estero. Con l’avvicendamento alla presidenza e l’arrivo di De la Madrid (1982-1988) e delle politiche di aggiustamento del Fondo Monetario Internazionale la spesa pubblica subisce un drastico ridimensionamento, al punto che la voce di spesa preponderante è il servizio sul debito (Kelly, 1999) , e si tenta la carta della svalutazione allo scopo di ridurre l’inflazione. Effettivamente il 2 Import Substitution Industrialization. 3 Con questo nome si designano le zone destinate alla coltivazione comune istituite dall’art. 27 della Costituzione del 1917 e regolamentate dal codice agrario degli anni ’20 create al fine di garantire i diritti delle popolazioni indigene contadine. Il codice ne vietava l’alienazione e la locazione a persone diverse dalla comunità (o famiglia) incaricata della coltivazione. In caso di morte della persona responsabile dell’ejido l’usufrutto del terreno passava ai suoi eredi o, in mancanza, alla collettività.

Anteprima della Tesi di Maria Moretti

Anteprima della tesi: Gli effetti delle politiche di aggiustamento strutturale del Fmi sulla povertà. Il caso del Messico, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Maria Moretti Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

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