Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Alle origini del miracolo economico italiano? L'Italia e l'unione doganale della Comunità Economica Europea 1958-1968

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

possibile la grande esplosione produttiva della fine degli anni Cinquanta 22 . La scommessa delle misure di La Malfa, su un crescente livello di interdipendenza europea, ebbe quindi successo. Con la Conferenza di Messina del 1955 l’Italia si rese disponibile a compiere un ulteriore passo sulla strada tracciata dall’interdipendenza europea: quello cioè verso forme di integrazione vincolanti. La Conferenza di Messina segna quindi in qualche modo il passaggio da una forma più lieve ad una più decisa di integrazione, da quella dell’interdipendenza confermata dalle stesse misure di La Malfa del 1951 alla volontà di consolidare questo processo in una scelta di integrazione dai contorni molto più netti e decisi. Le critiche ai provvedimenti di liberalizzazione, che avevano raggiunto il culmine tra il 1952 e il 1953, lentamente si dileguarono, grazie soprattutto al fatto che il meccanismo dell’Unione Europea dei Pagamenti finanziava abbastanza generosamente la posizione debitrice dell’Italia. Nel periodo tra il 1952 e il 1955, i passivi italiani aumentarono sempre di più, di modo che l’Italia riuscì a beneficiare, tramite i crediti aperti dall’UEP per gli scambi commerciali, di una sorta di finanziamento internazionale molto conveniente 23 . L’apertura del commercio realizzata con le misure del 1951, che aveva reso l’Italia il paese in assoluto con il più basso grado di protezionismo esterno, venne mantenuta e divenne per l’Italia un argomento di valore da utilizzare nelle trattative commerciali con i partner dell’OECE. Bisogna comunque sottolineare che i progressi raggiunti dall’Italia nel campo della liberalizzazione non vennero eguagliati da nessun altro paese membro dell’organizzazione 24 , che soffriva nel raggiungere risultati soddisfacenti a causa della sua impostazione rivolta solo ad eliminare le barriere quantitative. Era sempre più evidente inoltre che la quota residua dei contingenti da rimuovere rappresentava per molti paesi una serie di prodotti non competitivi o collocabili in una sfera di interessi privati tutt’altro che deboli: per prodotti del genere era difficile intaccare i diritti acquisiti. 22 G. Carli, Cinquant’anni di…., op. cit. 23 R. Ranieri, L’integrazione europea…., op. cit. 24 F. Fauri, L’Italia e…., op. cit.

Anteprima della Tesi di Federico Tani

Anteprima della tesi: Alle origini del miracolo economico italiano? L'Italia e l'unione doganale della Comunità Economica Europea 1958-1968, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federico Tani Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9475 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.