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Alle origini del miracolo economico italiano? L'Italia e l'unione doganale della Comunità Economica Europea 1958-1968

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natura esclusivamente parziale e revocabile. Per trovare quindi le prime misure utili in qualche modo alla liberalizzazione effettiva del commercio internazionale bisogna aspettare fino agli inizi degli anni Cinquanta. L’Europa postbellica si trovò dunque a dover affrontare il problema dei dazi e dei contingentamenti. Questi ultimi furono la causa principale dell’aumento delle barriere commerciali del dopoguerra, in quanto limitavano in modo assoluto la quantità di merci che si potevano importare. I dazi erano di importanza secondaria fintanto che, tramite i contingentamenti, i paesi potevano determinare la quantità massima importabile di un prodotto e la sua provenienza. La liberalizzazione fu, per certi versi, una via obbligata per l’Italia. L’Italia è caratterizzata da una tradizionale povertà di materie prime: tutti i prodotti naturali alla base dello sviluppo industriale di qualsiasi paese, come il carbone, il ferro, il petrolio, ecc. sono assenti nella penisola. Perché l’industria si sviluppi si devono per forza sviluppare le importazioni di materie prime, dovendo necessariamente l’industria alimentarsi di esse. A sua volta lo sviluppo delle importazioni esige quello delle esportazioni e quindi un’apertura commerciale via via maggiore. L’Italia decise di aprire la sua economia verso i paesi europei, e questa fu quasi una scelta forzata di fronte a scarse alternative. Nel bacino del Mediterraneo, se escludiamo i paesi balcanici entrati a far parte della zona d’influenza sovietica, tutti i paesi erano sotto l’influsso economico e politico francese o britannico. L’altra opportunità rappresentata dall’America Latina era difficile da seguire a causa dei legami sempre più stretti che la univano agli Stati Uniti. Proprio gli Stati Uniti, che vedevano con favore l’inserimento dell’economia italiana in un blocco europeo coeso sia politicamente che economicamente, si fecero promotori, alla fine del conflitto, della ripresa degli scambi commerciali europei 3 . Spettò all’Organizzazione Europea di Cooperazione Economica (OECE), dopo alcune pressioni ed insistenze americane, e in particolare esercitate dall’Economic Cooperation Administration (ECA), muovere i primi passi verso la liberalizzazione del commercio tramite la 3 A. Graziani, a cura di, L’economia italiana dal 1945 a oggi, Il Mulino, Bologna 1989.
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Informazioni tesi

  Autore: Federico Tani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Antonio Varsori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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