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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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17 enti pubblici creditizi, viceversa, è sembrato più opportuno non consentire la trasformazione diretta delle Casse di Risparmio in società per azioni, in quanto caratterizzate da un fondo di dotazione a composizione non associativa. In base alla disciplina dettata dal d. lgs. n. 356/1990, i meccanismi della trasformazione diretta potevano operare solo per gli enti con un fondo di dotazione a composizione associativa, in quanto l’esistenza di un capitale diviso in quote consentiva di individuare agevolmente i soggetti cui attribuire le azioni della nuova società, convertendo le quote del capitale sociale in corrispondenti quote azionarie 39 . Del resto, l’operazione di trasformazione non fu imposta come obbligatoria 40 , ma lasciata alla volontaria adesione degli enti, sia pure accompagnata da notevoli incentivi fiscali (art. 7, l. n. 218/1990) e dalla garanzia che gli enti conferenti avrebbero continuato ad esercitare il controllo sulle aziende bancarie conferitarie. Infatti, la legge delega prevedeva che il decreto delegato avrebbe dovuto “introdurre una disciplina volta a garantire la permanenza del controllo diretto o indiretto di enti pubblici sulla maggioranza delle azioni” (art. 2, comma 1, lett. d), l. n. 218/1990). In conformità alla delega, il decreto legislativo stabiliva che “nelle società bancarie risultanti dalle operazioni di cui all’art. 1, la maggioranza delle azioni con diritto di voto nell’assemblea ordinaria deve appartenere ad enti pubblici o società finanziarie o bancarie nelle quali la maggioranza delle azioni con diritto di voto nell’assemblea ordinaria appartenga ad uno o più enti pubblici” (art. 19, comma 1, d. lgs. n. 356/1990) e che soltanto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero del tesoro e sentita la Banca d’Italia, avrebbe potuto autorizzare un trasferimento di azioni tale da determinare la perdita del controllo sulla società bancaria (art. 21, comma 1, d. lgs. n. 356/1990). Nel complesso, si può affermare che la c.d. legge Amato abbia costituito un punto di svolta fondamentale nell’evoluzione degli assetti del sistema bancario italiano, perché ha determinato la fine dell’ente pubblico creditizio e ha portato alla diffusione dello strumento societario, che avrebbe consentito, in fasi successive, l’avvio di 39 Soltanto la Banca Nazionale del Lavoro, unica ad avere struttura associativa, ha potuto procedere ad una trasformazione diretta in una spa controllata dal Ministero del tesoro. Bisogna anche ricordare che le Casse a base associativa non avevano più da molto tempo un fondo di dotazione a composizione associativa, in quanto l’art. 5 della legge n. 5546 del 1888 aveva svincolato l’appartenenza all’assemblea dalla proprietà di una quota di capitale. Vedi supra p. 5. 40 L’art. 1, comma 1, l. n. 218/1990 prevede che “gli enti creditizi pubblici … possono effettuare trasformazioni … da cui … risultino comunque società per azioni operanti nel settore del credito”.

Anteprima della Tesi di Stefania Mazza

Anteprima della tesi: Natura e funzioni delle fondazioni bancarie, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefania Mazza Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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