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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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8 grado di redditività minima come forma di incentivo. Col successivo emergere di una componente bancaria, le Casse di Risparmio seguirono schemi operativi distinti non solo rispetto alle grandi banche private ma anche rispetto alle Banche Popolari, che tendevano ad assumere rischi più alti, tanto che svolsero un ruolo di stabilizzatori del sistema finanziario nei periodi di crisi economica 5 . Il legislatore incontrò obiettive difficoltà nell’attribuire alle Casse di Risparmio una qualificazione giuridica unitaria. Infatti, queste istituzioni costituivano una categoria eterogenea, da un lato a causa della diversa origine che si rifletteva su una differente organizzazione interna, dall’altro a causa di una maggiore accentuazione dell’anima commerciale o di quella morale all’interno del singolo ente 6 . Proprio il complesso problema della qualificazione giuridica delle Casse di Risparmio e quello, conseguente, dell’individuazione dell’organo di vigilanza sulle nuove istituzioni determinarono ripetuti e spesso contraddittori interventi normativi oltre che numerosi pareri oscillanti espressi dal Consiglio di Stato. La legge del Regno di Sardegna 31 dicembre 1851, n. 1312 bis le ricondusse alla categoria delle opere pie, considerando esclusivamente la loro originaria funzione di soccorso alle classi disagiate; coerentemente con questo indirizzo, il regolamento 18 agosto 1860, n. 4249 di esecuzione della legge 20 novembre 1859, n. 3779 sulle opere pie, considerandole come tali, le assoggettò al controllo del Ministero dell’interno. Successivamente all’unificazione nazionale e all’estensione del regolamento n. 4249 alle Casse di Risparmio dell’Italia centrale, costituite come società anonime, la precedente soluzione sembrò inadeguata e con il regio decreto 21 aprile 1862, n. 592 si introdusse una distinzione tra le Casse di risparmio in base all’origine e all’attività prevalente: quelle “mantenute da opere pie, od esercitate a precipuo fine di beneficenza” vennero ricondotte alla vigilanza del Ministero dell’interno, mentre quelle “d’indole diversa” (quindi, le casse assimilabili agli istituti di credito) mantennero “la loro dipendenza dal Ministero di agricoltura, industria e commercio” 7 . 5 CLARICH M., Le Casse, cit., pp. 20-21. 6 Sulla duplice “anima” delle Casse di Risparmio vedi COSULICH M., Le casse di risparmio e le fondazioni bancarie tra pubblico e privato, Milano, Giuffrè, 2002, p. 19. L’anima morale guidava l’attività di raccolta del risparmio, con lo scopo di promuovere il senso di previdenza delle classi meno abbienti, mentre l’anima commerciale guidava l’impiego dei capitali, che serviva alla remunerazione dei depositi e all’accumulazione di capitali destinati a opere di beneficenza. 7 COSULICH M., Le casse di risparmio, cit., p. 33.

Anteprima della Tesi di Stefania Mazza

Anteprima della tesi: Natura e funzioni delle fondazioni bancarie, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefania Mazza Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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