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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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10 A questo scopo, stabilì un sistema di controlli e sanzioni differente rispetto a quello previsto dalla legge n. 6972 del 17 luglio 1890 sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e non trascurò di favorire lo sviluppo ulteriore della componente bancaria con disposizioni che prevedevano strumenti per accrescerne la solidità e la gestione dinamica 10 . In secondo luogo, stabilì il conferimento della personalità giuridica alle Casse di Risparmio e l’approvazione contestuale del primo statuto con decreto reale promosso dal Ministro dell’agricoltura, industria e commercio, sentito il parere del Consiglio di Stato. Si trattava dunque di un provvedimento discrezionale, in funzione della tutela dei depositanti da eventuali iniziative ritenute non sicure. L’acquisizione della personalità giuridica comportava la piena autonomia delle Casse di Risparmio, sia di quelle “fondate da corpi morali o col loro concorso” rispetto all’ente fondatore, sia di quelle “istituite da associazioni di persone” 11 . In particolare, la stessa legge impose ai promotori delle casse a struttura di fondazione l’obbligo di costituire un patrimonio separato e un’amministrazione distinta da quella degli enti fondatori (art. 4); le Casse di Risparmio a struttura associativa dovevano eliminare a loro volta la forma societaria (art. 31, comma 1, n. 5). Inoltre, secondo l’art. 5, “ la qualità di socio è personale e intrasmissibile” anche dopo che sia stato restituito il fondo di dotazione; in tal modo venne recisa la corrispondenza tra appartenente all’assemblea in qualità di socio e proprietario di una quota di capitale, così che l’assemblea si trasformò, da riunione dei proprietari del capitale, in “luogo di confluenza degli interessi economici e sociali più rilevanti nell’ambito della comunità in cui l’istituto è inserito” 12 . Nel periodo intercorrente tra la legge del 1888 e la legge bancaria del 1936, lo strumento legislativo fu utilizzato con la pretesa di “poter seguire gli andamenti economici e finanziari con uno strumento rigido” 13 , anziché, da un lato, dettare una disciplina per gli aspetti strutturali e organizzativi propri di ciascun tipo di istituti di credito e, dall’altro, rimettere all’autonomia statutaria la determinazione degli aspetti più particolareggiati e specifici dell’organizzazione interna di ciascun istituto. 10 Per approfondire questo aspetto si veda CLARICH M., Le Casse, cit., pp. 38-39. 11 COSULICH M., Le casse di risparmio, cit., p. 57. 12 CLARICH M., Le Casse, cit., p. 36. 13 CLARICH M., Le Casse, cit., p. 70.
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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Mazza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Sbisà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

banche
fondazioni bancarie
casse di risparmio
riforma tremonti
legge n. 448-2001

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