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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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12 In tre sentenze del 1904 19 era stata negata l’assimilazione delle Casse di Risparmio a istituti di beneficenza, tesi in base alla quale alcune di esse pretendevano l’applicabilità di agevolazioni fiscali 20 . Questa impostazione fu ripresa dalla Corte di Cassazione in una sentenza del 1917 21 , nella quale si precisava che le Casse non potevano essere considerate organi della pubblica amministrazione, ma persone giuridiche pubbliche distinte; la stessa sentenza le definì “stabilimenti pubblici”, rievocando in modo impreciso i francesi établissements publics, che sono organi della pubblica amministrazione, anziché gli établissements d’utilitè publique (categoria che nell’ordinamento francese è intesa come intermedia tra pubblico e privato e che non trovò mai applicazione né nella dottrina né nella giurisprudenza italiana 22 ). Infine, nella sentenza del 10 maggio 1930, le Casse di Risparmio furono riconosciute come enti pubblici in base al loro scopo, ossia perché perseguivano fini pubblici (nel senso di statali). In particolare, nel novecento, sia il fine creditizio (raccolta del risparmio e sostegno allo sviluppo economico del paese) sia il fine previdenziale (come “assistenza preventiva diretta a impedire o diminuire la diffusione del pauperismo” 23 ) erano inclusi tra le funzioni dello Stato. Fino alle riforme degli anni novanta, la natura giuridica pubblica delle Casse di Risparmio risultò pressoché incontroversa, tanto da essere indiscussa anche in sentenze recenti 24 . In sostanza, le Casse presentavano la struttura tipica degli enti pubblici economici, il cui regime giuridico è di diritto pubblico per quanto riguarda il “soggetto”, vale a dire la qualificazione soggettiva, la costituzione dell’ente, l’organizzazione e le norme statutarie; si applica, al contrario il diritto privato per tutto ciò che riguarda l’attività dell’ente (gestione dell’azienda, attività creditizia svolta verso i clienti, rapporti con i concorrenti, ecc…) 25 . 19 Due sentenze nella stessa data (11 marzo 1904), entrambe pubblicate in Giurisprudenza italiana, 1904, I, 1, col. 319 e Corte di Cassazione, 5 marzo 1904, pubblicata in Giurisprudenza italiana, 1904, I, 1, col. 605. 20 L’agevolazione fiscale consisteva nella riduzione della tassa di manomorta ai sensi dell’art. 3, comma 3 del regio decreto n. 2078 del 1874. 21 Corte di Cassazione, 13 gennaio 1917, in Giurisprudenza italiana, 1917, I, 1, col. 169. 22 MORBIDELLI G., Sulla natura degli enti conferenti a struttura associativa e sul grado di autonomia costituzionalmente garantita agli stessi, in ROVERSI MONACO F. A., cit., p. 109. 23 Corte di Cassazione, sent. 5 marzo 1904. 24 Si veda per tutte Corte di Cassazione, sez. un., sentenza 17 agosto 1990, n. 8356. 25 BALDASSARRE A., Le casse di risparmio come “formazioni sociali” e società di credito private, in ROVERSI MONACO F. A., cit., p. 79.
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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Mazza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Sbisà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

banche
fondazioni bancarie
casse di risparmio
riforma tremonti
legge n. 448-2001

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