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I prezzi predatori e la concorrenza

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ALCUNE NOZIONI PRELIMINARI produttivo per realizzare nuovi beni o servizi senza dover sostenere costi aggiuntivi o rischi eccessivi. Una volta individuato il mercato rilevante bisogna stabilire se l’impresa sia in grado di esercitare un potere identificabile come posizione dominante. Il principale indice per valutare il potere economico di un’impresa è rappresentato dalla quota di mercato detenuta, calcolata in base al fatturato realizzato nel mercato di riferimento. Quote di mercato superiori al 70% sono sufficienti da sole, secondo la Corte di Giustizia delle Comunità europee e secondo l’AGCM, a provare l’esistenza di una posizione dominante. Percentuali comprese tra il 40 e il 70% costituiscono solo uno degli elementi presuntivi, il tal caso dovranno essere presi in considerazione altri indici rilevanti nell’accertamento del requisito quali: a) il numero e la forza delle imprese concorrenti; b) l’esistenza di eventuali barriere che rendano difficile l’ingresso di nuovi concorrenti nel mercato; c) la stabilità della quota di mercato; d) i sussidi incrociati, ovvero le risorse finanziarie e tecniche alle quali l’impresa può attingere anche fuori dal mercato rilevante per sostenere la propria attività. In via del tutto preliminare, occorre qui ricordare che la posizione dominante non costituisce di per sé un illecito, l’impresa che la detiene può legittimamente operare sul mercato, anche perché questa può essere, e spesso è, frutto di una maggiore efficienza e quindi figlia legittima di quella stessa concorrenza che si cerca di difendere. La fattispecie vietata è solo il comportamento abusivo che ne può derivare.

Anteprima della Tesi di Mauro Mammina

Anteprima della tesi: I prezzi predatori e la concorrenza, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Mauro Mammina Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

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Consultata integralmente 41 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.