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Le donne e la mafia

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18 preposto un capo supremo. Secondo questo rapporto, le cosche sono dotate di regole precise e formali e di un personale amministrativo; gli aderenti pagano regolarmente una quota associativa e si riuniscono per prendere tutti insieme le decisioni più importanti circa gli affari del gruppo. Già dalla prima metà dell’Ottocento esiste, quindi, una serie di fenomeni eterogenei, ma per certi versi complementari, ai quali non è stato ancora attribuito un nome preciso. Tessitore (1997) ritiene che nella società siciliana, ancora prevalentemente rurale, sono già presenti molti dei connotati di quello che modernamente viene definito fenomeno mafioso, la cui nascita va collocata in epoca anteriore al 1860, mentre l’uso del vocabolo mafia e dei suoi derivati, sia pure con un’accezione diversa rispetto a quella abituale, comincia a diffondersi, a Palermo, più tardi nel tempo. D’altra parte, sarebbe un errore clamoroso pretendere che alle prime embrionali forme di manifestazione di una varietà variegata e composita come quella mafiosa, debba necessariamente corrispondere subito l’utilizzo del nome che le sarebbe stato, in seguito, concordemente attribuito. Sempre secondo lo studioso esiste la cosa (il fenomeno mafioso) ed esiste il nome (mafia): il matrimonio tra i due è celebrato da Giuseppe Rizzotto su un palcoscenico del teatro Sant’Anna nel 1863. Il primo ad utilizzarla in una fonte certa e documentabile sembra, infatti, essere stato il capocomico Giuseppe Rizzotto autore, con la collaborazione del maestro elementare Gaetano Mosca, dell’opera dialettale “I mafiusi de la Vicaria” ambientata presso le Grandi Prigioni del capoluogo isolano 2 . Anche Gambetta (1993) sostiene che l’origine più probabile del vocabolo mafia sia legata all’opera 2 Il testo integrale della commedia è rinvenibile in S. Di Bella, Risorgimento e mafia in Sicilia: “I mafiusi della Vicaria”, Cosenza, 1991.

Anteprima della Tesi di Manuela Selva

Anteprima della tesi: Le donne e la mafia, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Manuela Selva Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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