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Sviluppo sostenibile e conservazione nei parchi naturali. Gli aspetti teorici, la realtà italiana, il caso del Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli

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5 concetto di interferenza ambientale sembra dover essere al centro dell’attenzione: secondo Calafati (ibid.) appare ovvia la tesi che in un’area protetta il processo economico debba basarsi sull’uso di materia ed energia rinnovabili e che tale uso sia sostenibile, ossia non metta in pericolo la capacità degli ecosistemi di riprodurre materia ed energia nelle quantità desiderate. In questa prospettiva molti dei parchi naturali, soprattutto in aree densamente popolate, vanno intesi come esperimenti volti ad integrare aspetti economici, sociali e ambientali, ossia come veri e propri laboratori di sostenibilità (Carli, 2001). Giacomini (1980) scriveva, ad esempio, che i parchi diventano luoghi di sperimentazione permanente di nuovi rapporti tra uomo e natura in senso scientifico, educativo, formativo e culturale, ed anche economico e sociale. I modelli di sviluppo attuati all’interno dei parchi possono esplorare e anticipare soluzioni allargabili poi anche all’esterno, facendo divenire i parchi una sorta di “punti di eccellenza” (Gambino, 1994 e 1996). Tuttavia, come si chiarirà in seguito, i concetti di parco naturale e di conservazione presentano una varietà di definizioni spesso tra loro contrastanti. I parchi possono innanzitutto essere visti come aree con una bassa o nulla presenza antropica. Uno dei motivi è, ad esempio, la conservazione in situ di un campione significativo (Gambino, 1991) del patrimonio genetico del pianeta. Tale patrimonio si sta impoverendo a ritmi elevati ed è necessario che esso possa essere documentato, studiato ed in seguito eventualmente recuperato o ricostruito. D’altro canto si richiama spesso la promozione economica e il benessere delle popolazioni locali, enfatizzando, forse troppo, la dimensione economica. Una prospettiva più equilibrata vede lo sviluppo economico come presupposto necessario, ma non come obiettivo autonomo, per la conservazione del patrimonio naturale e culturale (Calafati, 1999). Benché si osservi, in generale, una progressiva evoluzione dall’idea meramente protezionistica a modello di sviluppo sostenibile del territorio fondato su valori naturali di prim’ordine (Ielardi, 2002,p.6), occorre sottolineare come le diverse idee di parco e di conservazione costituiscono tutte prospettive legittime, applicabili a ciascuno dei contesti entro le quali esse si sono sviluppate. Questa tesi intende affrontare la tematica delle aree protette, con particolare riferimento ai Parchi in Italia. La prima domanda che crediamo debba essere posta riguarda il significato di conservazione. Riguarda soltanto gli ambienti naturali o anche
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Informazioni tesi

  Autore: Davide Fiz
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Tommaso Luzzati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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