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Strategie competitive nel settore della nautica da diporto. Il caso Rancraft

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o dall’offerta in caso di arbitrarie variazioni di prezzo da parte di singole imprese; la concorrenza si intende massima in quanto rende impossibile il predominio da parte di alcuno. 17 L’impresa, invece, è più interessata all’analisi dello stato di rivalità concorrenziale e dei possibili effetti che si ripercuotono sul suo comportamento strategico ad un livello di antagonismo quasi individuale e, pertanto, in un contesto operativo cosiddetto “micro”. 18 Nella pratica delle aziende, la concorrenza è vista come rivalità tra soggetti economici per la conquista delle preferenze della domanda. 1.3 PRINCIPALI CRITERI PER L’INDIVIDUAZIONE DEL SETTORE La necessità di considerare un certo settore separatamente dagli altri deriva dal fatto che gli operatori economici che vi partecipano sono sensibili alle transazioni che avvengono all’interno, mentre sono meno attenti a quanto si verifica nei mercati degli altri prodotti. In situazioni di concorrenza perfetta, o di monopolio, la definizione dei confini settoriali è semplice ed immediata in quanto basata sulla totale omogeneità del prodotto nel settore e sulla radicale differenza nei prodotti appartenenti a settori diversi. 19 Tali ipotesi sono, però, una eccessiva semplificazione della reale natura dei mercati per cui, visto il contesto attuale, non sono idonee a consentire un’analisi soddisfacente. All’interno dei settori sono presenti notevoli elementi di differenziazione e, quindi, un’analisi efficace della struttura industriale deve evidenziare, analizzare e misurare le differenze esistenti. Il passaggio da schemi di omogeneità a schemi di parziale disomogeneità interna al settore, pone il problema della definizione degli effettivi “confini settoriali”, ossia una specifica ricognizione volta alla conoscenza degli attuali concorrenti dell’impresa e di quelli che potrebbero divenirlo nel tempo. 20 Quanto più i prodotti/servizi presentano, agli occhi dei compratori, caratteristiche di omogeneità, tanto più elevato è il grado di concorrenza che essi esercitano reciprocamente. Le imprese che risultano legate da una relazione fortemente concorrenziale, appartengono allo stesso settore 21 In un’ottica prettamente teorica, tracciare i confini settoriali può essere relativamente semplice, visto che la relazione di mutua influenza fra i prodotti/servizi può essere tradotta in una determinata relazione matematica: l’elasticità incrociata. 22 17 Sull’argomento vedasi: Guatri-Vicari-Fiocca, Marketing, McGraw-Hill, Milano 1999, Cap.2 18 Sull’argomento vedasi: Valdani, Marketing Strategico, Etas, Milano 1996, Cap.6 19 Cfr. Volpato, Concorrenza, Imprese e Strategie, Il Mulino, Bologna 1995, Cap.2 20 Sull’argomento vedasi: Guatri-Vicari-Fiocca, Marketing, McGraw-Hill, Milano 1999, Cap.2 21 Sull’argomento vedasi: M.Rispoli, L’Impresa Industriale, Il Mulino, Bologna 1989, Cap. 2 22 L’elasticità incrociata del bene A rispetto al bene B si definisce come il rapporto fra la variazione percentuale subita dalla domanda del bene A per effetto di una certa variazione percentuale del prezzo del bene B. Se una piccola variazione percentuale del prezzo del bene B è

Anteprima della Tesi di Nicola Dario

Anteprima della tesi: Strategie competitive nel settore della nautica da diporto. Il caso Rancraft, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Nicola Dario Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

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