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Donne extracomunitarie nel settore dell'assistenza domiciliare. Un progetto pilota per il loro inserimento socio-lavorativo

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19 D'altra parte come si è già visto, per effetto delle trasformazioni demografiche, sono anche aumentati i soggetti che richiedono attività di cura: oltre alla tradizionale categoria dei bambini (oggi sempre più spesso figli unici, che provocano un alto investimento in risorse e aspettative da parte dei genitori) si è prolungata la permanenza in famiglia dei giovani adulti. Parallelamente, il progressivo invecchiamento della popolazione e l'allungamento medio della vita hanno fatto crescere il numero di persone anziane che vivono sole e inevitabilmente, con l'aumento dell'età, sono soggette a perdere la propria autonomia; oltre a disabili e persone affette da handicap che restano inseriti per lungo tempo nelle famiglie di origine. 1.3.2 La doppia presenza Nonostante l'aggravarsi delle responsabilità familiari, il consistente aumento dell'occupazione femminile, in precedenza ricordato, fa sì che la condizione di un numero crescente di donne, sia caratterizzato dall'esperienza del lavoro e per la famiglia. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che nella realtà contemporanea il lavoro della donna e il relativo reddito sono necessari perché molti nuclei familiari siano in grado di mantenere un equilibrio tra risorse e bisogni. Il caso più emblematico in questa direzione è certamente costituito dai nuclei monoparentali, dove la madre con il suo lavoro rappresenta il sostegno economico più rilevante per la famiglia, e dove generalmente da sola deve far fronte a tutte le esigenze formative e educative dei figli 11 . 11 In Italia le madri sole che lavorano sono molte più numerose di quelle in coppia: mentre tra le prime le occupate sono oltre il 60%, fra le seconde superano appena il 40%. Molti fattori concorrono a spiegare questa maggiore presenza: essa può essere favorita da un livello di istruzione mediamente più elevato di quello delle donne coniugate (questo è vero soprattutto per le divorziate e separate), oltre dal fatto di avere figli più grandi e in minor numero. Infatti, sono proprio le donne che già lavorano ad essere più propense delle casalinghe alla separazione e al divorzio. Tuttavia queste ragioni non bastano a spiegare gli elevati livelli di occupazione delle madri sole. Bisogna aggiungere la mancanza di interventi sociali verso questa categoria che si trova spesso in difficoltà per l'eseguità degli assegni di mantenimento pagati dal coniuge o per l'impossibilità di ottenerne il pagamento. Tutto ciò può obbligare molte di queste donne a presentarsi sul mercato del lavoro per far fronte alle esigenze economiche del nucleo familiare. Per queste ragioni molti studiosi sono concordi nel ritenere le famiglie monogenitore un gruppo sociale particolarmente esposto al rischio di povertà. ZANATTA A., Le nuove famiglie, Il Mulino, Bologna 1997.

Anteprima della Tesi di Silvia Russo

Anteprima della tesi: Donne extracomunitarie nel settore dell'assistenza domiciliare. Un progetto pilota per il loro inserimento socio-lavorativo, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Russo Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

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