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Scritture a più voci. Il problema dell'autorialità nei primi testi della letteratura italiana della migrazione

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14 Il primo testo che possa essere annoverato tra quelli della letteratura italiana della migrazione 3 è una raccolta di poesie dal titolo Foglie vive calpestate. Riflessioni sotto il baobab, scritta da Ndiock Ngana (detto Teodoro: questo è il nome che egli offre ai suoi interlocutori, con il preciso scopo di metterli a proprio agio, di farsi ospite) originario del Camerun e appartenente all’etnia Baasa. Questo primo testo passò però quasi inosservato e purtroppo si dovette aspettare la triste vicenda dell’uccisione di Jerry Masslo (di cui parlerò più diffusamente in seguito) perché si potesse finalmente sentire la voce letteraria degli immigrati: l’anno di svolta è proprio il 1990. E' questo l'anno in cui uscirono Io venditore di elefanti di Khouma-Pivetta, Immigrato di Mathnani-Fortunato e Chiamatemi Alì di Bouchane-De Girolamo- Miccione. Poi nel 1991 vennero pubblicati Dove lo Stato non c’è. Racconti italiani di Ben Jelloun-Volterrani, il primo libro della coppia Moussa Ba-Micheletti La promessa di Hamadì e La tana della iena, firmato da Hassan-Curcio. A questi titoli seguirono, nel triennio 1992-1995 le opere nate dalla collaborazione di donne, Con il vento nei capelli di Salem-Maritano e Volevo diventare bianca di Chora-Atti di Sarro, il difficile testo di Farías de Albuquerque-Jannelli, Princesa, la traduzione dall’arabo del racconto Pantanella, canto lungo la strada a opera di Melliti-Ruocco e la seconda fatica letteraria della coppia Moussa Ba- Micheletti, La memoria di A. A una prima, sommaria analisi, risulta evidente come questi testi presentino una serie di elementi comuni: tutti (fatta eccezione per il testo di Ben Jelloun) affrontano problematiche autobiografiche. Più precisamente le opere di Bouchane, Methnani, Khouma, possono considerarsi a tutti gli effetti della autobiografie in quanto rappresentano secondo quanto codificato da Philip Lejeune, "un racconto retrospettivo in prosa che una persona fa della propria esistenza quando mette l’accento sulla sua vita individuale, in particolare sulla storia della sua personalità" (Lejeune, 1986, p.12) Tuttavia, bisogna riconoscere che questi testi non tengono strettamente fede al così detto “patto autobiografico” e cioè all’identità sostanziale di autore, narratore e 3 D’ora in avanti utilizzerò la definizione di Gnisci, poiché mi sembra la più appropriata (nonostante il fatto che quella di Taddeo possa forse risultare più completa) in virtù del suo costante riferimento alla figura dell’autore come migrante.

Anteprima della Tesi di Elisa Bressan

Anteprima della tesi: Scritture a più voci. Il problema dell'autorialità nei primi testi della letteratura italiana della migrazione, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Bressan Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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