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L'export del Chianti Classico verso il mercato Usa

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6 b. Il mercato USA I mercati esteri hanno dunque acquistato sempre più importanza per i produttori vinicoli italiani negli ultimi anni e, se in Europa i principali mercati per il vino italiano restano la Germania e il Regno Unito (a cui seguono ben distanti gli altri paesi), il mercato extra-europeo di gran lunga più importante è quello americano. Secondo i dati ufficiali dell'Italian Wine & Food Institute, l'Italia vi ha infatti esportato 1.596.850 ettolitri nel solo 2001, per un valore di 558 milioni di dollari circa, confermandosi davanti alla Francia (900.310 ettolitri per 552 milioni di dollari) e agli altri principali paesi produttori di vino (Australia, Cile, Germania, Argentina) come il principale esportatore di vino negli Stati Uniti. Attualmente il 37% del vino che arriva negli USA proviene dall'Italia, con una tendenza di crescita andata di pari passo con l'aumento di interesse del consumatore americano verso il vino, e con un'attenzione sempre maggiore a quello di qualità. Il vino negli USA ha avuto un incremento pressoché costante dagli anni '70 ad oggi, grazie ad una politica di promozione che ha stimolato una sempre maggiore attenzione dei consumatori verso il vino come alternativa alla birra (sempre comunque in testa alla classifica dei consumi, dal punto di vista quantitativo) e ad altre bevande alcoliche. Questa tendenza é stata favorita da molte circostanze, prima fra le quali la presenza di un numero di produttori di vino sempre maggiore sul territorio USA: la produzione vinicola si é portata ormai oltre i 25.000.000 di ettolitri l'anno grazie alle numerose aziende operanti principalmente negli stati di California e Oregon (e poi di Washington e di New York e altre ancora, ma assai meno interessate dal fenomeno). Quest'industria ha quindi promosso tutto il comparto vino, dove però si devono includere anche altre produzioni enologiche piuttosto dissociate dal mercato del vino di qualità. E' infatti presente una produzione di qualità insufficiente o mediocre, venduta prevalentemente sotto il nome del proprio vitigno (senza alcun riferimento a zone o annate di provenienza) e in confezioni a volte bizzarre o poco inerenti la tradizione enologica classica ma dai prezzi assai bassi. Per non parlare poi dei vini aromatizzati ("wine coolers") e di quelli ottenuti da ibridi produttori diretti (sgradevolmente caratterizzati dal cosiddetto odore "foxy") che, comunque, trovano una loro discreta fetta di mercato. Del vino é stato promosso ampiamente il lato edonistico del prodotto (gli scrittori di argomenti culinari ed enologici sono considerati dei guru) e quello salutare (gli studi sulle proprietà benefiche del vino sono state spesso commissionate dall'industria vitivinicola e i giornali hanno fatto eco ai risultati positivi conseguiti) .

Anteprima della Tesi di Dario Parenti

Anteprima della tesi: L'export del Chianti Classico verso il mercato Usa, Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Dario Parenti Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

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