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La funzione pedagogica di fumetti e manga

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8 Un esperto di letteratura per l’infanzia come Antonio Faeti, sostiene che per lungo tempo la letteratura per l’infanzia è stata considerata un “giardino segreto”, un territorio separato da ogni argomento ritenuto per i ragazzi inopportuno scottante, o pericoloso, o perturbante. Questa separazione è accompagnata da rappresentazioni sempre più statiche della personalità del ragazzo protagonista, del contesto in cui si trova immerso, ed è legata a stereotipi che vogliono esaltare il ruolo educativo della famiglia e della scuola, in definitiva del mondo adulto. Faeti cerca di mostrare la negatività di un simile approccio citando nella sua opera, “I Diamanti in cantina”, una serie di autori stranieri che si sarebbero, invece, occupati di temi a lungo messi sotto silenzio; è stata proprio la circolazione di opere tradotte che ha favorito una apertura, da principio molto criticata, ma comunque prima assente. Ecco allora Dahl fuggire le “buone maniere” e illustrare un rapporto contraddittorio tra ragazzi ed adulti che riflette molto la sua esperienza scolastica, durante la quale era stato più volte picchiato da un Direttore che in seguito sarebbe diventato Arcivescovo: “Che senso ha tutto questo? Mi chiedevo. Predica una dottrina e ne pratica un’altra, quest’uomo di Dio? 2 ” Questa esperienza personale viene trasferita nel suo libro Matilde, una bambina con un’intelligenza fuori dal normale con un padre che truffa i clienti che comprano le sue automobili e con una direttrice, la Signorina Spezzindue che impone ai poveri bambini della sua scuola le punizioni più vergognose. 2 A. Faeti, “I diamanti in cantina”, Milano, Bompiani, 1995

Anteprima della Tesi di Matteo Marino

Anteprima della tesi: La funzione pedagogica di fumetti e manga, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Matteo Marino Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.