Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Fair market value d'impresa: un'analisi delle determinanti economiche

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Se presenti, tali compulsion or duress possono obbligare una controparte ad accettare un prezzo benché inadeguato in base alle valutazioni effettuate, quindi a concludere la transazione pervenendo ad un valore lontano dal Fair Market Value. Un esempio estremo è dato dalla posizione di un venditore di opzione Call: alla scadenza, o entro essa per le opzioni americane, costui potrebbe essere costretto a consegnare il bene al detentore dell’opzione in caso di esercizio della stessa. L’effetto sul valore risultante dalla transazione subisce qui una spinta nella direzione opposta alla situazione in cui una delle controparti non sia intenzionata a concludere lo scambio: il venditore sarà per esempio costretto ad accettare un prezzo anche se inferiore a quello equo. Queste condizioni vengono a volte riassunte nei termini di tipical buyer o tipical seller: E’ evidente la distanza tra questi e la figura di strategic buyer che, sfruttando sinergie di carattere specifico può concludere convenientemente l’acquisto a prezzi insostenibili da acquirenti generici. Il tema verrà approfondito in seguito, interessa per ora solo sottolineare che il Fair Market Value non rispecchia in alcun modo il più alto prezzo ottenibile per un determinato asset. Esso piuttosto costituisce il controvalore probabile ottenibile da un gruppo di compratori razionali indirizzati all’acquisto da previsioni di ragionevoli ritorni dal proprio investimento. La definizione riportata di Fair Market Value impone chiare condizioni per quanto riguarda l’informazione. Si assume una ragionevole conoscenza delle parti dei fatti rilevanti riguardo sia il bene oggetto della transazione, sia il mercato per la proprietà dello stesso. Conoscenza che nella realtà può non essere raggiunta, basti pensare ad un investitore privato che, tutelato dagli obblighi informativi generalmente imposti alle società quotate sui mercati organizzati, decida di sottoscrivere azioni di società non quotate o partecipi ad un collocamento privato. Sembra invece fuorviante l’utilizzo della terminologia fully informed riferita ai partecipanti la transazione. Si presupporrebbe in questo caso un livello di informazione ideale e completo che raramente viene raggiunto nel mondo reale e quindi fuori luogo per una valutazione che presuppone condizioni 8

Anteprima della Tesi di Francesco Pavarini

Anteprima della tesi: Fair market value d'impresa: un'analisi delle determinanti economiche, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Pavarini Contatta »

Composta da 249 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2533 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.