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Gli investimenti diretti esteri in Romania: il ruolo degli investitori italiani

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6 Quest’ultimo fenomeno è recente, ma si sta sempre più diffondendo: le imprese italiane fanno sempre più spesso contratti con produttori locali dell’area del “proto- distretto” 13 per la fornitura o l’assemblaggio di componenti di beni strumentali. Un esempio di “proto-distretto” esiste nell’area di Timisoara, zona in cui gli imprenditori italiani concentrano gli Ide: l’area è di antica tradizione industriale (anche se “statalista”) e conta 21 mila aziende che danno lavoro a molti dei 700 mila abitanti della zona. Circa 5 mila imprese sono estere, e di queste circa 1500 italiane. Gli imprenditori italiani (del Nord-Est per la stragrande maggioranza) hanno generalmente investito nella formazione della forza lavoro e - sebbene sia ancora un processo in fieri - nella creazione di nuove infrastrutture (materiali ed immateriali) utili per replicare il loro “modello di partenza” e per realizzare una massa critica che permetta loro di relazionarsi in modo forte ed unitario con gli interlocutori locali (pubblica amministrazione in primis). Il “proto-distretto” di Timisoara è “nato da sè” in un’area già industrializzata (anche se con il tempo i progetti di sviluppo e la volontà degli imprenditori italiani ne hanno costituito e ne costituisco l’ossatura) per accumulazione di imprese, investimenti e conoscenze, soprattutto italiane. Studi 14 suggeriscono però che l’area di Timisoara e Arad ha sì alcune caratteristiche tipiche del distretto industriale italiano, ma che esse sono marcate per i settori tessile e calzaturiero, ma molto deboli per altri settori (ceramiche, marmi). Ecco perché si è scelta la denominazione di “proto-distretto”: paradossalmente l’elemento che ancora manca in tutti i casi è la consapevolezza da parte delle imprese dell’area (italiane e rumene) di appartenere ad un sistema distrettuale, ossia manca quella “identità sistemica” che è la “coscienza” del distretto. Forse questa mancanza deriva anche dal fatto che il “distretto” rumeno nasce come proiezione internazionale del distretto italiano, o meglio di diversi distretti italiani specializzati in produzioni diverse; questo provoca nell’area una pluralità di produzioni che oggettivamente rendono l’identificazione con un “tutto” alquanto difficile. Per tentare la riproduzione dei distretti industriali italiani, ovvero una “esportazione del distretto industriale” 15 alcune guidelines utili potrebbero essere: 13 Si è scelto di denominare questo tipo di aree “proto-distretti” perché esse non sono ancora classificabili come veri distretti industriali; si veda la spiegazione alla pagina seguente. 14 Velo e Majocchi (2002). 15 Si vuole intendere qui l’esportazione del modello di sviluppo del distretto industriale, ossia il coinvolgimento sempre maggiore – fino ad essere in prospettiva idealmente quasi esclusivo – di imprese, pubblica amministrazione, associazioni ed enti locali rumeni in esso. Durante le nostre interviste è invece emerso che il concetto di “esportazione del distretto industriale” in alcuni casi concreti significa

Anteprima della Tesi di Marco Ranieri

Anteprima della tesi: Gli investimenti diretti esteri in Romania: il ruolo degli investitori italiani, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Ranieri Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

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