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Gli investimenti diretti esteri in Romania: il ruolo degli investitori italiani

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7 a) creare, seguendo l’esempio italiano, dei sistemi associativi di imprese; b) replicare le politiche per l’accesso al credito; c) adeguare l’istruzione tecnica e la formazione professionale nell’area del distretto ad ambiti legati alla produzione dello stesso 16 . I dati empirici esposti nel capitolo sugli investimenti italiani effettuati da Pmi, suggeriscono che la teoria più appropriata per spiegare il fenomeno sia quella del network. Le teorie basate sugli Ide non sono adatte ed anche gli stage models, sebbene possano essere validi per le imprese che vengono in contatto con l’estero (con la Romania) prima attraverso il commercio e solamente in un secondo tempo attraverso gli Ide, non sembrano adatte a spiegare l’internazionalizzazione delle Pmi italiane nel paese, né attraverso il modello di Uppsala né tanto meno con il innovation-related internationalisation model. Ancora meno adatte appaiono la inward internationalisation theory e soprattutto la international new venture theory. La teoria del network invece trova un riscontro empirico nei dati esposti in questo testo perché le Pmi italiane in Romania effettivamente interagiscono tra loro e con enti pubblici e privati di vari tipo, anche attraverso la relazioni personali che i manager o i proprietari delle imprese hanno tra loro e con altre persone appartenenti a vario titolo al processo produttivo 17 . Come detto, infatti, le imprese italiane di distretti industriali tendono ad internazionalizzarsi – oltre che per sfruttare al meglio i fattori di produzione - seguendo l’esempio di un’impresa leader con cui esse già operano e spesso riproducono in Romania lo stesso tipo di network esistente in Italia, allargando però i “nodi” della ”rete” anche ad imprese e enti locali 18 ; è quello che succede nell’area industriale di Timisoara e soprattutto quello che si tenta di fare per il progetto di distretto industriale di Brezoi. materialmente spostare la produzione e la rete di relazioni (e dunque di indotto a monte ed a valle) che erano precedentemente presenti nel distretto in Italia, nel nuovo “proto-distretto” in Romania. Questo processo è negativo per l’Italia perché lascia un vacuum nella zona di partenza (che si traduce in perdita di posti di lavoro, know how, spinta all’innovazione, e tutti gli effetti negativi derivanti dalla chiusura di un’impresa). 16 A Timisoara è in corso un progetto simile patrocinato dall’Italy point; per maggiori informazioni si rimanda al sito internet dell’organizzazione. 17 Tra le varie componenti del network ci sono anche associazioni di imprenditori italiani e camere di commercio italiane in Romania. 18 E’ un tipo di Ide definibile strategic asset seeking, ovvero che persegue obiettivi strategici di mantenimento e sviluppo di relazioni con imprese italiane, rumene, enti locali di vario genere presenti sul territorio.

Anteprima della Tesi di Marco Ranieri

Anteprima della tesi: Gli investimenti diretti esteri in Romania: il ruolo degli investitori italiani, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Ranieri Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

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