Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le strategie di comunicazione delle società calcistiche italiane

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

19 Gli elleni praticarono con crescente fervore qualsiasi tipo di gioco con la palla: dall’episciro, alla feninda, all’appexaris. Tra le sferomachie greche, combattimenti in cui due squadre con lo stesso numero di giocatori si contendevano accanitamente una palla, il gioco che ebbe maggiore successo fu l’episciro, che venne trapiantato nell’antica Roma come arpastum, con regole pressoché identiche. L’arpasto, come l’episciro, consisteva nello “strapparsi la palla attraverso una folla di contendenti” (A. Ghirelli, 1990, pag. 5), e ciò conferma le caratteristiche violente dei giochi che venivano praticati nell’antichità. L’harpastum veniva spesso affiancato dall’aggettivo pulverulentum proprio perché le squadre, azzuffandosi, sollevavano un gran polverone, specie quando esse venivano praticate in luoghi aperti come il Campo Marzio. L’arpasto veniva praticato anche nelle pubbliche terme e nei lussuosi sferisteri delle ville private, ma esso si affermò soprattutto tra i legionari dell’impero romano, che lo esportarono fino in Inghilterra. “I britanni impararono il gioco dalle truppe di occupazione e vi ci si appassionarono tanto da continuare a praticarlo, mentre nella patria dei legionari l’arpasto andò malinconicamente declinando” (A. Ghirelli, 1990, pag. 5). 2.2 – I giochi con la palla nel Medioevo Nell’Inghilterra del tardo Medioevo l’arpasto divenne un gioco molto popolare. Esso conservò la sua carica di violenza specie nello hurling, una delle forme più diffuse di mob football: il “football del popolaccio aveva un’alta carica di violenza e di eccitamento, che aveva provocato numerose proibizioni da parte delle autorità pubbliche” (Papa, A. - Panico, G., 2002, pag. 11). 10 Esistevano due diverse versioni dello hurling: lo hurling at goal e lo hurling over country. 10 R. Denney nota come il football, nella sua primitiva forma inglese, era chiamato Dane’s head (Testa di danese) e si giocava nel decimo ed undicesimo secolo come una gara di calcio tra città. La leggenda dice che la prima palla fu un teschio e solo più tardi una vescica di vacca. In alcuni casi facevano da χporta χ le città stesse, cosicché una squadra che entrava in un villaggio poteva darsi che avesse spinto la palla per parecchie miglia di strada. Il re Enrico II nel 1554 vietò il gioco ma, continuato a giocare a Dublino anche dopo il bando, il football divenne rispettabile e legale solo dopo che un editto di Giacomo I nel 1617 lo ebbe riammesso. In particolare, cfr. R. Denney, il Football in America. Studio sulla diffusione della cultura, in Roversi, A. – Triani, G., 1995, pag. 175.

Anteprima della Tesi di Alessandro Prunesti

Anteprima della tesi: Le strategie di comunicazione delle società calcistiche italiane, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessandro Prunesti Contatta »

Composta da 265 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5251 click dal 21/05/2004.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.