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Le strategie di comunicazione delle società calcistiche italiane

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14 anche grazie alla mancanza o comunque alla indeterminatezza di regole, che quasi mai erano codificate in norme scritte e, quando esse esistevano, cambiavano spesso da regione a regione e persino da villaggio a villaggio” (S. Pivato, 1994, pag. 13). Tuttavia i giochi popolari, seppure praticati senza regole precise e solo nei giorni in cui era possibile dedicarsi al leisure time, costituivano un fattore profondamente aggregante per la popolazione, che trovava in queste pratiche una valida parentesi alle fatiche del lavoro, tanto da dedicarvisi con grande passione. 1.3 – La sportivizzazione del loisir Tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 prende avvio un lento processo di stigmatizzazione e delegittimazione del χgioco duro χ che, secondo Elias, “trova la sua massima espressione nell’esperienza del gioco popolare, una pratica nella quale la violenza si configurava come una componente costitutiva della ludicità” (N. Porro, 1989, pag. 37). Per Elias il passaggio dai giochi popolari alle competizioni sportive è il “paradigma esemplare del processo di civilizzazione occidentale” (N. Porro, 1989, pag. 73). Nei giochi popolari il bisogno di excitement viene posto sotto controllo attraverso un reticolo di prescrizioni e divieti sempre più formalmente codificati in regole e statuti. L’esigenza primaria diviene quella di controllare la tensione sportiva entro i confini di quella accettabilità della violenza che il processo di civilizzazione è andato via via restringendo. In questo modo inizia il processo di χsportivizzazione del loisir χ che, dalla fine del Milleseicento fino alla seconda metà dell’Ottocento, ha determinato il passaggio dalla pratica ludica a quella sportiva. 7 7 Secondo A. Guttmann, “il rituale ed il record rappresentano le polarità entro le quali si svolge la vicenda secolare dello sport. Una vicenda riassumibile nella progressiva transizione dal modello tradizionale – il cui archetipo è rappresentato per Guttmann dalle corse sacre degli Indiani delle pianure americane, con la loro visione dualistica, religiosa, totalizzante e fortemente allegorica del mondo – a quello industriale. Lo sport che si ispira alla cultura del record e al paradigma della società industriale è, perciò, secolarizzato, non discriminatorio sul piano delle opportunità e del diritto di accesso, specializzato tecnicamente, dominato dai criteri della misurazione scientifica (quantificazione, precisione, comparabilità). Si potrebbe definirlo, perciò, come un perfetto prodotto della modernità descritta da Weber, i cui caratteri dominanti sono la razionalizzazione e la burocratizzazione.” (Porro, N., 1989, pag. 86). Inoltre, secondo Elias, lo sport rappresenta un paradigma esemplare del processo di

Anteprima della Tesi di Alessandro Prunesti

Anteprima della tesi: Le strategie di comunicazione delle società calcistiche italiane, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessandro Prunesti Contatta »

Composta da 265 pagine.

 

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