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La raccolta di risorse nelle aziende non profit

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7 soddisfacimento dei bisogni dell’elettore medio 5 , per lo Stato; conseguimento di profitti, redistribuiti tra coloro che conferiscono il capitale di rischio, per il mercato. Negli ultimi decenni, però, sono state molteplici le cause che hanno favorito la nascita e il consolidamento di quello che è stato definito terzo settore 6,7 , il quale, pur facendo proprie alcune caratteristiche sia funzionali che organizzative degli apparati economici di cui si è detto sopra, come la finalità di interesse collettivo delle attività statali e l’utilizzo di principi e tecniche dell’efficienza gestionale ed economica proprie degli istituti di mercato, prende le distanze dagli stessi attraverso il rifiuto, o l’impossibilità di: - perseguire interessi di tipo generale o comune, in ogni caso interessi altrui, mediante l’esercizio di un potere sovraordinato rispetto ad altri soggetti, fisici e giuridici, 5 “L’elettore medio rappresenta il desiderio della maggioranza”, in Non per profitto, a cura di M.C.BASSANINI, P.RANCI, Fondazione A.Olivetti, Milano, 1991. P.MILANESE (Non-profit marketing e valore sociale, Egea, 1998) prende spunto dalla disciplina economica delle scelte pubbliche per affermare che, siccome le procedure decisionali pubbliche sono regolate dal voto a maggioranza, il profilo d’intervento statale che ne risulta potrà soddisfare in modo completo soltanto la maggioranza stessa, incarnata dalla figura del cosiddetto “elettore medio”. 6 Il termine “Terzo Settore” ha valenza storica e principalmente europea, poiché è stato coniato all’interno del rapporto Delors “Un progetto per l’Europa”, redatto nel 1978 in sede comunitaria. La sua diffusione è dovuta più che altro alla brevità del termine, nonché alla sua carica distintiva che lo differenzia rispetto agli altri due settori, il mercato e lo Stato. Ma anche se il suo utilizzo è entrato nella consuetudine popolare e dottrinale, esistono una serie di studiosi che ne contestano il significato. Primo tra tutti Stefano Zamagni (“Dal non profit all’economia civile”, in AA. VV., Le aziende non profit tra Stato e mercato, atti del convegno AIDEA, Roma 1995) secondo il quale esiste un doppio fondamento teorico errato nell’espressione “Terzo Settore”: il primo è che pure il mercato e lo Stato, che dovrebbero essere gli altri due, non sono settori, perché non rappresentano degli insiemi di attività sufficientemente omogenee tra loro; il secondo, legato alla natura residuale di tale espressione, afferma che le definizioni in negativo, per essere accettabili, presuppongono la conoscenza dell’insieme universo. Egli suggerisce di utilizzare il termine “Economia Civile”, partendo dalla considerazione che elemento di novità è la produzione di ricchezza come strumento per l’esercizio della virtù. Altri sinonimi in uso in letteratura sono settore non profit, privato sociale ed economia sociale. 7 Partendo dal presupposto che attività che perseguono scopi socialmente rilevanti esistono da sempre, il neo-nato terzo settore, di natura privatistica, ha la novità di essere gestito secondo modelli di impresa.
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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Rossano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Silvio Maria Brondoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 314

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Parole chiave

associazione non profit
cause related marketing
contracting-out
filantropia
fund raising
marketing sociale
privato sociale
raccolta fondi
terzo settore
welfare

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