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Il trattamento dei membri di organizzazioni terroristiche internazionali con particolare riguardo al ''caso Guantanamo''

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18 Tuttavia, pare si sia avuta in merito un’evoluzione. La risoluzione 1368 (2001) emanata del Consiglio di Sicurezza in seguito all’ 11 settembre 2001 dispone che “gli autori, gli esecutori o gli sponsors” e coloro che hanno la responsabilità di “aiutare, sostenere e dare rifugio” ai terroristi dovranno “renderne conto”. Questa tendenza potrebbe portare ad un allargamento della responsabilità internazionale fino a rendere il semplice sostegno da parte di uno Stato ad un gruppo terroristico sufficiente a far sorgere la responsabilità dello Stato per ogni attentato commesso da tale gruppo. 2.2. La nozione di terrorismo Spostiamoci all’altro elemento della definizione: il termine “terrorismo”. Il terrorismo è un fenomeno estremamente ambiguo, dalle molteplici forme e dai più svariati aspetti, traducendosi necessariamente in una parallela polisemia del termine. A queste difficoltà si aggiunge il fatto che molti dei crimini considerati terroristici sono già oggetto di codificazione internazionale (il genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra, il traffico di droga o di armi illegali, la pirateria ecc.) rendendosi apparentemente superflua la questione di prevedere una fattispecie diversa per il terrorismo. Nonostante ciò, il qualificare tali crimini, già gravi in sé, come terroristici implica l’aggiunta di un ulteriore elemento di condanna connesso al particolare stato emotivo che suscita il fenomeno del terrorismo. Nella comunità internazionale non esiste un accordo sul concetto di terrorismo; il motivo principale della mancanza di una definizione esaustiva universalmente accettata risiede nel fatto che, mentre su certi elementi chiave, come la non discriminazione e la casualità delle vittime e l’infondere terrore collettivo, può esserci un accordo generale, rimangono troppe “aree grigie” e considerazioni di natura politica per rendere possibile una definizione di terrorismo inequivocabilmente accettata 23 e poter tradurre la nozione del terrorismo in una definizione che possa essere recepita in una norma incriminatrice. 23 V. ELAGAB, International Law Documents Relating to Terrorism, London/Sydney, 1997, p. 19. Alcuni esempi concreti di queste difficoltà e dell’ambiguità nel qualificare determinati atti come terroristici sono i seguenti: l’uccisione di oltre tremila civili in Nicaragua da parte dei contras supportati dagli Stati Uniti non è stata generalmente classificata come terrorismo; la distruzione di Grozny da parte delle forze armate russe nel 1999 durante la guerra in Cecenia, i bombardamenti di Tripoli da parte degli Stati Uniti nel 1982 che provocarono la morte di circa seimila civili, o ancora i bombardamenti in Cambogia durante la guerra del Vietnam da parte degli USA non vengono considerati atti di terrorismo. Nemmeno la violenza istituzionalizzata esercitata contro i civili palestinesi da parte di Israele durante il suo trentacinquesimo anno di occupazione della West Bank e della striscia di Gaza consistenti in torture, deportazioni, punizioni collettive ecc. sono considerate terrorismo. Tuttavia, tutti questi atti presentano numerose caratteristiche che potrebbero farli rientrare nella categoria degli atti terroristici.

Anteprima della Tesi di Veronica Sgatti

Anteprima della tesi: Il trattamento dei membri di organizzazioni terroristiche internazionali con particolare riguardo al ''caso Guantanamo'', Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Veronica Sgatti Contatta »

Composta da 338 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.