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Assessment Center. La fase del feedback.

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11 I.II. Meritocrazia e valutazione nelle aziende (le tre “P”) Storicamente, la valutazione nelle aziende nasce per affrontare il problema della selezione del personale. Taylor, ad inizio secolo, con la sua “organizzazione scientifica del lavoro”, puntava ad analizzare i processi lavorativi sulla base dei tempi e dei movimenti, considerando la forza fisica e la resistenza, le uniche capacità umane necessarie per lavorare. (Spaltro, Kaneklin e Gandolfi; 1974, p.15) In seguito a questi metodi di selezione, grazie anche alla psicofisiologia che permette la misura delle funzioni psichiche, nacque l’interesse e l’esigenza di valutare quantitativamente le attitudini umane al lavoro, cioè quel numero di predisposizioni che messe assieme permettono al lavoratore di ottenere la miglior performance nell’esecuzione di un determinato compito. La psicotecnica nacque negli anni ‘50, per fronteggiare la selezione di grandi masse di lavoratori richiesti dalle fabbriche. Negli anni ‘70, le dure lotte dei sindacati e del movimento studentesco, cambiarono ogni sistema di valutazione, erano volte all’abolizione dell'esercizio del potere dell'uomo sull'uomo e del conseguente giudizio del capo sui comportamenti del dipendente: “ […] nelle aziende tramontarono rapidamente i sistemi di valutazione del personale (note caratteristiche, schede di merito, ecc.) che, per decenni, avevano scandito una rudimentale valutazione delle prestazioni”. (Avallone, F., 1996, p.21) Valutare ed essere valutati però, è inevitabile, specialmente nelle organizzazioni dove questo significa valorizzare la ricchezza della diversità, precisare parametri e categorie di giudizio, e dunque: “A quei tempi si realizzò un accordo tacito, un patto collusivo: le valutazioni non avrebbero avuto la forma del passato, ma, nell’impossibilità di non valutare, sarebbero state assunte modalità più nascoste”.(Avallone, F., 1996, p.21) La “gerontocrazia” (per usare un termine Spaltriano) cui si arrivò, quindi non risolse il problema dell'ingiustizia sociale, che riscoprì comunque subdule vie che non appagarono i diritti di nessuno.
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Informazioni tesi

  Autore: Gianni Carchiolo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Francesco Avallone
Coautore: Emanuela Del Pianto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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