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Storia e testimonianza: i Mémoires di Philippe de Commynes (1447-1511)

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COMMYNES TRANSFUGA E DIPLOMATICO politica, richiamato soltanto nel 1505 da Luigi XII ch’egli segue ancora in territorio italiano. Si ritira infine nel castello di Argenton, che aveva acquistato nel 1473 al tempo della sua maggiore fortuna politica, e vi trascorre gli ultimi anni della sua vita tra continue liti e processi interminabili. Fra il 1489 e il 1498 scrive i Mémoires, otto libri di “ricordi” vissuti in prima persona 5 . Solamente una «demi-ligne» 6 Commynes consacra alla decisione di passare al servizio di Luigi XI: «Envyron ce temps, je vins au service du Roy (et fut l’an mil CCCCLXXII)» 7 . In realtà Commynes compie quella notte l’atto decisivo della sua vita, atto gravissimo, realizzato non senza esitazioni ed incertezze. Si tratta di un atto che indigna fortemente il duca di Borgogna, il quale il giorno dopo priva il transfuga di ogni carica e feudo 8 . Tale gesto non manca di indignare anche i suoi contemporanei, in quanto infrange un vincolo feudale e i legami di vassallaggio che durano ormai da tre 5 Esistono più edizioni dei Mémoires di Philippe de Commynes. A questo proposito si veda J. DUFOURNET, Etudes sur Philippe de Commynes, Paris, Champion, 1975, pp. 1-18; J. CALMETTE, Introduction, in PHILIPPE DE COMMYNES, Mémoires, I, cit., pp. I-XXXV. La prima edizione critica moderna è quella curata tra il 1840 ed il 1847 da Mlle Dupont per la società pour l’Histoire de France. Esistono poi altre due edizioni, ossia quella preparata tra il 1901 ed il 1903 da Bernard de Mandrot e quella curata da Joseph Calmette tra il 1924 ed il 1925. Cinque sono i manoscritti che oggi sono rimasti e sono i seguenti: il primo è il cosiddetto ‘Ms. Dobrée’, del XVI secolo, che è di proprietà del dipartimento della Loira inferiore; il secondo è il ‘Ms. Polignac’, datato 1530, conservato presso la Biblioteca Nazionale Parigi; il terzo è il ‘Ms. Montmereney-Luxemburg’, dell’inizio del XVI secolo, già di Diana di Poitiers; il quarto, il ‘Ms. fr. 10156’, anch’esso dell’inizio del XVI secolo, conservato presso la Biblioteca Nazionale Parigi; infine, il ‘Ms. fr. 3879’, della metà XVI secolo, custodito nella Biblioteca Nazionale Parigi. Inoltre, è da ricordare l’edizione del Sauvage del 1552 in cui l’opera è per la prima volta intitolata Elfémoires e stabilisce la divisione in libri e capitoli ancora oggi adottata. In tutti i manoscritti, tra i quali non si trova l’originale, manca la parte riguardante Carlo VIII che viene dunque accettata dalle prime edizioni. La fonte che sarà citata è tratta dall’edizione del Calmette il quale si rifà sia al manoscritto Dobrée, che pare essere il più antico, sia al manoscritto Polignac che è il solo a contenere il libro VII e VIII. 6 J. BLANCHARD, Introduction, in PHILIPPE DE COMMYNES, Mémoires, cit., p. 7. 7 PHILIPPE DE COMMYNES, Mémoires, I, cit., p. 240. 8 Cfr. J. LINIGER, Philippe de Commynes, un « Machiavel en douceur», cit., p. 81. 15

Anteprima della Tesi di Laura Lago

Anteprima della tesi: Storia e testimonianza: i Mémoires di Philippe de Commynes (1447-1511), Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Lago Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

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