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Il marketing strategico nell'industria discografica. Il caso BMG Ricordi

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16 Il dopoguerra Le case che costituiscono l’industria fonografica italiana negli anni del dopoguerra si possono contare sulle dita delle mani: fra le più importanti sono la VCM (Voce del padrone – Columbia – Marconiphone), nata dalla diffusione della Columbia inglese, alla fine degli anni Venti, con la Società Nazionale del Grammofono; la Cetra, organismo statale costituito nel 1933 e collegato all’ente radiofonico pubblico (fin dai tempi in cui era nominato EIAR); la Fonit (Fonodisco Italiano Trevisan) la cui data di nascita risale al 1911; la Durium affacciatasi sul mercato negli anni 40, con dischi di cartone contenenti fiabe; la Odeon-Parlophon; la Eterfon, della dinastia napoletana degli Esposito; la Fonotecnica, già attiva ad inizio secolo; e altre due o tre marche di dimensioni minore. Il supporto sonoro è costituito dal disco 78 giri, in copertine standard e suonato su apparecchi a manovella; i generi più apprezzati sono brani tratti da opere liriche, incisi da artisti di prestigio (un terzo della produzione) e musica “leggera”; di questa categoria fanno parte sia le canzoni “all’italiana”, soprattutto il repertorio napoletano, sia i primi tentativi di riprodurre in forma autoctona i modelli di importazione ( ispirati in prevalenza al Jazz americano), oltre a qualche grande successo straniero in edizione originale. Alla vigilia degli anni ’50 il mercato si presenta, comunque, in pieno sviluppo: le prime statistiche relative alle vendite indicano una cifra di 3 milioni di dischi 78 giri (un terzo dei quali di genere lirico e sinfonico) ripartiti abbastanza equamente fra circa 10 case. 8 Il lavoro di produzione è ben diverso da quello di oggi: al centro del processo c’è la figura dell’editore, a cui gli autori fanno capo e da cui dipende il lancio del brano sul mercato; se il pezzo sembra riscuotere il favore del pubblico, attraverso le trasmissioni radiofoniche, le case ne curano la registrazione per mezzo di uno o più artisti della propria “scuderia” e il successo del brano è proporzionale al numero delle incisioni che raccoglie. Le vendite sono così equamente distribuite fra numerosi artisti e case discografiche. Le classifiche di vendita in questo contesto non hanno ragione di esistere, mentre sono le canzoni ad assumere un ruolo fondamentale: solo l’importo complessivo dei diritti d’autore maturati può definire il successo di un motivo piuttosto che un altro. I meccanismi di produzione e distribuzione, invece, non differiscono troppo da quelli attuali. I cantanti più popolari, in trasmissioni radiofoniche propongono motivi vecchi e nuovi. Ogni cantante è legato ad un’orchestra almeno per una stagione. Il mondo della canzone è ancora circondata da un’aura di mitologia, malgrado l’assenza di una stampa popolare specializzata (solo nel 1952 sarebbe nata Sorrisi e Canzoni, dedicato ai divi della canzonetta). 8 NOBILE STEFANO, L’arcipelago del Rock 1991 Milano Mondadori

Anteprima della Tesi di Danilo Grossi

Anteprima della tesi: Il marketing strategico nell'industria discografica. Il caso BMG Ricordi, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Danilo Grossi Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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