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Il marketing strategico nell'industria discografica. Il caso BMG Ricordi

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12 solo sotto forma di melodia, timbri e ritmi, ma anche di aspettative del pubblico, categorie di mercato e abitudini di consumo”. 4 Da questo punto di vista l’industria discografica, quindi, lavora per ottenere effetti di genere sulle categorie di pre-comprensione psicologica da parte dell’ascoltatore: la scelta dell’ascoltatore di fruire o comprare un disco di un genere piuttosto che di un altro, o di un artista già conosciuto per la sua produzione precedente, è indirizzata soprattutto dalle categorie precostituite veicolate dall’industria discografica. Con questa affermazione non si vuole certo tornare alla Scuola di Francoforte, rilevando il dominio dell’industria sul consumo. Si vuole semplicemente affermare l’opera “culturale” da essa svolta : la cultura genera industria e l’industria genera cultura , anche e soprattutto nella musica. Questa opera è particolarmente evidente in un campo come quello della musica pop: l’industria discografica, intesa come l’apparato produttivo che lavora intorno alla musica (dagli artisti ai media, passando per la discografia), svolge il compito di creare, elaborare, sistematizzare e diffondere nozioni che servono a comprendere e fruire il testo musicale. Nella musica, più che in altre forme di espressione artistica, l’incontro/scontro tra “industria” e “cultura” sembra essere alla base dell’esperienza musicale stessa. Una delle peculiarità della musica pop è proprio l’accentuazione della dicotomia alla base di ogni industria culturale: il rapporto tra la cultura e la mercificazione. “Il contrasto tra musica come esperienza e musica come merce definisce l’esperienza del pop nel Ventesimo secolo”. 5 Il pop è quindi una “merce”, inserita in un particolare ambito dell’industria culturale che ha sviluppato alcune peculiari dinamiche interne ormai consolidate. Dinamiche che, evidentemente, influiscono sia sulle diverse forme di produzione e diffusione del testo musicale in quanto tale, sia sull’esperienza che di esso l’ascoltatore può avere. La musica pop è anche un mercato, sul quale si è sviluppata un’industria. Va sottolineato questo anche: come qualsiasi prodotto dell’industria culturale, la musica non è evidentemente solo qualcosa da vendere. Ma, all’opposto, non è una pura espressione artistica, producibile e fruibile in modo assoluto e scevro da ogni condizionamento del contesto economico. La musica risponde a un’intenzione progettuale di comunicazione attraverso la quale avviene la negoziazione del significato da parte dell’ascoltatore: è quindi un prodotto, ma un prodotto artistico. Spesso si mette in luce soprattutto la rilevanza dell’aspetto industriale nella predeterminazione delle forme di ascolto e consumo. 4 KEITH NEGUS, Music Genres and Corporate Cultures, 1999 Routledge London-New York 5 SIMON FRITH Il Rock è finito, 1988 EDT Torino
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Il marketing strategico nell'industria discografica. Il caso BMG Ricordi

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Informazioni tesi

  Autore: Danilo Grossi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Marco Castellett
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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