Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Moda e distribuzione

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

3 corretto equilibrio tra creatività e aspettative dei consumatori” 2 . Le imprese sono spesso vincolate a «customizzare» la propria produzione, pena la mancata considerazione dell’offerta da parte dei consumatori o la difficoltà a veder inseriti i propri prodotti negli assortimenti commerciali. Sebbene questa logica sembri adattarsi principalmente a piccole e medie imprese, anche imprese produttrici molto note quali Nike e Arena hanno, negli ultimi anni, progettato e sviluppato collezioni ad hoc per le catene distributive più importanti, come ad esempio il gruppo Coin. Altri aspetti fondamentali che accrescono il grado di complessità da gestire sono la stagionalità dei capi e il riassortimento delle collezioni garantito ai distributori. L’orizzonte annuale di un’impresa produttrice di capi d’abbigliamento è diviso generalmente in due stagioni, primavera-estate e autunno-inverno. Esiste perciò una netta suddivisione e differenziazione tra le modalità di approvvigionamento, in virtù dei differenti tessuti che verranno impiegati nelle due stagioni, e tra le modalità di lavorazione, poiché il taglio, il finissaggio e il trattamento dei tessuti variano in funzione delle loro caratteristiche tecniche. La politica di riassortimento prevede la fornitura ai distributori in corso di stagione di un numero ridotto di capi, relativi ad una determinata taglia o colore, laddove questi siano andati esauriti a seguito degli acquisti della clientela. Si tratta sicuramente di iniziative importanti per la fidelizzazione e la soddisfazione del distributore e dei clienti, ma altresì rilevanti nella generazione di ulteriore complessità (occorre una gestione accurata delle scorte per quei capi attorno ai quali ruota l’intera collezione). Un altro aspetto chiave da considerare è relativo al grado di innovazione di una collezione. Più una collezione introduce elementi nuovi rispetto al passato e maggiori saranno i costi che l’impresa dovrà sostenere per la sua gestione 3 . Spesso i designer orientano la propria attività alla proposta di innovazioni stilistiche tali da assecondare le più svariate istanze del mercato, pensando unicamente al loro impatto in termini di esclusività e immagine di qualità dell’offerta e senza tenere in debito conto le ripercussioni in termini di costi di gestione. 2 CAVENAGHI, S. e SECCHI, R. [1998], Razionalizzare lo sviluppo delle collezioni.Risultati di un’indagine nel tessile-abbigliamento, in «Economia e Management», n.3, (pag. 111). 3 Si pensi allo sviluppo delle taglie con riferimenti diversi rispetto a collezioni passate, alla documentazione necessarie all’industrializzazione dei modelli, alla messa a punto dei nuovi metodi di produzione, al controllo qualità dei nuovi modelli, ecc.

Anteprima della Tesi di Alessandro Battaglia

Anteprima della tesi: Moda e distribuzione, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Battaglia Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8547 click dal 28/09/2004.

 

Consultata integralmente 35 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.